Coworking, ovvero collaborare per essere competitivi

Condividere un ufficio non è solo una necessità, soprattutto in tempi di crisi. È anche e soprattutto un nuovo modo di approccio al lavoro che si basa sulla condivisione di idee e progetti, per essere più competitivi. Il coworking sta sempre più prendendo piede, tanto che esiste un sito dove trovare in tutta Italia la realtà più adatta alle proprie esigenze.

Condividere un ufficio non è solo una necessità, soprattutto in tempi di crisi. È anche e soprattutto un nuovo modo di approccio al lavoro che si basa sulla condivisione di idee e progetti, per essere più competitivi. Il coworking sta sempre più prendendo piede, tanto che esiste un sito dove trovare in tutta Italia la realtà più adatta alle proprie esigenze.

Parola d’ordine: collaborazione. Ovvero, unire le forze per proporsi sul mercato con progetti competitivi. Non si tratta solo di una condivisione fisica di uno spazio per dividere le spese in tempi di magra, ma di una vera e propria messa in rete di idee e competenze tra professionisti. Che siano accomunati da obiettivi di innovazione sociale o sostenibilità ambientale, le realtà di coworking nate negli ultimi anni in Italia puntano soprattutto a creare una community per essere più competitivi in un mercato del lavoro sempre più saturo e sempre più in crisi. E, per ampliare ancora di più la forza della rete, è nato anche Coworkingfor.it, il motore di ricerca per gli spazi in condivisione in tutta Italia, punto di incontro tra domanda e offerta. Basta inserire la città d’interesse, o attivare il servizio localizzazione, e il motore di ricerca vi indicherà gli spazi a disposizione, con tutte le informazioni utili.

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Milano è ampiamente la città con il più alto numero di spazi di coworking: se ne contano più di sessanta. E sono tanti quelli che sono dei veri e propri laboratori dove si sperimenta l’economia collaborativa con forti ricadute sul territorio di appartenenza. Anche prendendo spunto da ciò che già avviene all’estero. Ne sono un esempio Impact Hub Milano, Barra A e Piano C.

Tre esempi vincenti a Milano: Impact Hub

Impact Hub Milano, nato a Milano nel 2009 in via Paolo Sarpi, è un vero e proprio centro per l’innovazione e l’imprenditoria sociale che vuole mettere insieme persone molto diverse fra loro legate da affinità valoriali ed etiche. Professionisti, imprenditori, operatori del no profit possono sviluppare insieme idee innovative e con un impatto positivo sul territorio in cui operano. Lo scopo principale per chi è membro di tutto il network internazionale Impact Hub è collaborare e trovare ispirazione: lo spazio fisico in condivisione è solo un mezzo per arrivare ad altro.

Barra A, l'habitat di Avanzi 

Il Barra A, in via Ampère, è uno spazio di networking, un habitat che è una sorta di minidistretto di innovazione ambientale dove convivono e collaborano diverse realtà accomunate dalla mission di sostenibilità propria della società Avanzi – che lo ha fatto nascere riqualificando una vecchia fabbrica - e che stanno insieme per condividere progetti e idee ed essere più competitive, e dove il radicamento è un valore.

Piano C e il valore delle donne

È invece rivolto alle donne Piano C, che nelle tre “C” - Coworking, Cobaby, Community - spiega molto bene la sua mission. Nato alla fine del 2012, è il primo spazio che, in via Simone d’Orsenigo, fa incontrare donne e lavoro – e anche papà - mettendo a disposizione aree dedicate con servizi per bambini e promuovendo una nuova organizzazione del lavoro e della vita. Piano C “vuole in realtà dimostrare che un nuovo modo di lavorare è possibile e che la felicità e la produttività non sono un gioco a somma zero”: un progetto che funziona e che ha ricevuto anche ilpremio come “Miglior Progetto di Innovazione Sociale in Europa” da parte della Banca Europea degli Investimenti lo scorso novembre.

 

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By Milano Metropolitan / MIME Business

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