Leadership #2: impariamo dai primati partendo da Darwin

Per comprendere e analizzare appieno il concetto di leadership è opportuno risalire alle origini, partendo dalle teorie evoluzionistiche di Darwin. E dal "maschio alfa".

Per comprendere e analizzare appieno il concetto di leadership è opportuno risalire alle origini, partendo dalle teorie evoluzionistiche di Darwin. E dal "maschio alfa".

Secondo le teorie evoluzionistiche di Charles Darwin siamo l’ultimo anello della catena evolutiva che vede come nostri antenati le scimmie. Nelle sue teorie la storia dell’Homo Sapiens Sapiens inizia 6 milioni di anni fa, quando, per la prima volta, i nostri progenitori, si separano dalle scimmie. Che condividiate o meno questa teoria, vi stupirà scoprire quanto il "maschio alfa" (maschio dominante nel branco dei nostri antenati darwiniani) assomigli al concetto di leader che condividiamo la gran maggioranza di noi.

leadership 2 articolo

Molte specie animali hanno un capo-branco: lupi, leoni, cani, scimmie. Se pensate che il "maschio alfa" sia solo molto fortunato e che sia un membro del gruppo che si gode solo tanti vantaggi e ammirazione, vi sbagliate. Il capo branco, come il leader, deve guadagnarsi la posizione e la deve saper mantenere una volta guadagnataMIME Club: iscriviti -->

Ecco le caratteristiche principali che deve possedere il "maschio alfa" perché sia riconosciuto come tale e sia seguito da tutti i suoi membri:

  • Deve essere la guida che porta benessere a tutto il branco. Le scimmie seguono il proprio capo-branco ma solo finché questo porta benessere a tutti. Se le decisioni di spostarsi , ad esempio, porta a carenza di cibo, oppure malessere generale, la posizione del maschio alfa sarà messa in discussione.
  • Il "maschio alfa" è in pole position quando si tratta di difendere il proprio branco da minacce esterne. Prescindendo dalla minaccia esterna e prescindendo dalle colpe del proprio branco, il maschio alfa è sempre il primo a lottare per l’integrità fisica e psicologica del proprio branco.
  • Infine, il "maschio alfa" osserva i comportamenti dei membri del proprio branco lasciando spazio ad ognuno di esprimere la propria individualità. In caso di conflitti interni, il maschio alfa non interviene tempestivamente, ma lascia del tempo affinché siano i diretti coinvolti a risolvere le divergenze. Tuttavia, se il conflitto si prolunga troppo oppure uno dei diretti coinvolti viene maltrattato, il maschio alfa interviene con risoluzione per porre fine ai conflitti di qualsiasi natura. 

Non vi ricorda forse l’atteggiamento che ci si aspetta da un leader? Dai nostri primati c'è molto da imparare.

 

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By Inga Ivanov / Gestione&Operatività

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