L'arcobaleno                                                      

A Milano ho imparato ad osservare la gente. Ho guardato nel cuore della città finché, poco a poco, ho scelto di lasciarmi assorbire dal suo lato nero.

A Milano ho imparato ad osservare la gente. Ho guardato nel cuore della città finché, poco a poco, ho scelto di lasciarmi assorbire dal suo lato nero.

Sprofondare nel cono d'ombra di questo posto, quello dove la luce del sole non arriva mai, mi ha permesso di conoscere uno spazio che sa corrompere tutto ciò che attrae. Ho visto una parte di città che si nutre di rancore, una scatola nera colma di invidia che desidera trascinare nei suoi vuoti chiunque sia migliore di Lei. Esiste una Milano che vive di opportunismo e scorciatoie, una parte di città vendicativa e disposta a qualunque cosa pur di non essere dimenticata.

C'è una parte di Milano che ho ignorato per molto tempo - è radicata e trama ad ogni livello della società. Esiste, ma è solo una porzione di essa. Già, perché Milano, oltre alla pioggia e l'arrivismo, è molto altro. Milano è le idee delle sua gente, idee talmente forti e coraggiose da poter sgretolare qualsiasi resistenza. Tra le vie della città vive gente di ogni età che continua a sperimentare e sognare, uomini e donne che creano un presente migliore per chiunque ci creda davvero. In loro ho visto il talento e la volontà, e la loro energia si diffonde finché un giorno contagerà tutta la città.

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Sono a Milano da 3 anni e, in 3 anni, ho capito che in ogni circostanza della vita abbiamo sempre due possibilità: possiamo accettare le cose o cambiarle, arrenderci o lottare, scegliere di vedere ovunque nero o di lasciar scorrere in noi tutti i colori dell'arcobaleno.
Comunque vada, sta a noi la scelta. Facciamo qualcosa che possa restare.

 

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By Daniele Scalese / City Life

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