Lo sanno tutti che i giornalisti vanno matti per le caramelle verdi

La chiave del mondo, io ce l'ho, solo che non ricordo dove l'ho lasciata l'ultima volta...

La chiave del mondo, io ce l'ho, solo che non ricordo dove l'ho lasciata l'ultima volta...

Si sa che, per quelli che scrivono, la vita è un po' così. Si ondeggia tra alti molto alti e bassi mooolto bassi, da momenti in cui le richieste di lavoro abbondano ed i cachet rischiano di far impallidire i divi di Bollywood (mica Hollywood, eh), ad altri in cui il compenso, semplicemente, non è previsto, perché "il giornale è in fase embrionale e cerca una visibilità che arriverà nell'immediato" (di solito dai 10 ai 12 anni...).

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Se scrivi e stai attraversando quella fase densa di sfumature nere, non ti crei molti problemi a valutare qualsiasi proposta lavorativa. Anche quella spulciata sull'inserzione al bordo di pagina 13 del Metro News (sono l'unico che lo legge sul serio in tutta la città...), che parla di un facoltoso Direttore che cerca redattori "brillanti e sfacciati" (cito) per il suo nuovo giornale.
Finalmente una buona notizia! Probabilmente.

Giovedì mattina. Caffè, doccia, altro caffè, e la pioggia, tanta pioggia, poi un sorriso da divo di Hollywood (stavolta sì) a Miss 22 Marzo (un giorno saprò il suo nome - nel frattempo lei ricambia i sorrisi) e si va.
Milano, a volte, sembra divisa in due parti, quella baciata dagli Dei e quella che gli Dei hanno deciso di ignorare. Lo studio del Direttore è collocato nella seconda parte della città. E non che sia il massimo, questo studio, che a dirla tutta è più che altro un monolocale con le vetrine stile Amsterdam. All'ingresso, sono accolto da un'attempata segretaria dal capello rosso non troppo convinto - quella ricrescita proprio non le dà tregua. La donna, non troppo convinta nemmeno lei, mi lascia accomodare al fianco degli altri aspiranti sognatori (ce l'hanno scritto in faccia che sono giornalisti- anche loro belli e dannati per l'eternità)
"Ci sarà da attendere un po'. Sa, un uomo come il Direttore è sempre molto oberato."- mi rivela. Bene. Attendiamo. Due ore.
Finché appare Lui, il Direttore (ancora non so bene di cosa, ma che importa?). In quello sgabuzzino si congela (evidentemente, i ricavi del giornale non sono sufficienti a garantire un riscaldamento minimo) e quell'uomo offre caramelle verdi ad ognuno dei presenti. Lì dentro, le formalità sono di casa così come le allusioni fatte dal Direttore indistintamente a tutte le donne presenti (compresa la segretaria, che diventa rossa più dei suoi capelli). Dopo una serie interminabile di bla bla bla, il facoltoso padrone di casa mi svela che "il giornale è in fase embrionale e cerca una visibilità che arriverà nell'immediato."
"Signor Scalese, Lei è un ragazzo così brillante. E sfacciato. Ci pensi..."- mi suggerisce stringendomi la mano. Poi, prima che io vada, mi dona tre preziosissime caramelle verdi.

Dopo riparto verso casa, verso la Milano baciata dagli Dei e che solo gli Dei sanno quanto mi costa, finché la sciura della fermata dell'autobus mi avverte dello sciopero dei mezzi. Poi, mentre la mia anima si colora di grigio e il mio cuore smette di pensare, all'angolo della strada accosta un tassista. Mi invita a salire.
Chissà se, come compenso, si accontenterà di tre caramelle verdi.

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By Daniele Scalese / City Life

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