L'inquilino del terzo piano (Parte due)

Quella donna non è il massimo della perspicacia, ma Trelkovsky è abituato a non essere capito. E poi, lei ha accettato l'invito a guardare un vecchio film trasmesso al cinema accanto al suo appartamento.

Quella donna non è il massimo della perspicacia, ma Trelkovsky è abituato a non essere capito. E poi, lei ha accettato l'invito a guardare un vecchio film trasmesso al cinema accanto al suo appartamento.

E, con un po' di fantasia, il suo viso gli ricorda Catherine Deneuve, ma Trelkovsky è troppo timido per farglielo notare, oltre che troppo timido per provarci. Quando si convince a baciarla, si accorge che lei s'è addormentata e, a lui, non resta che l'ultima mezz'ora di Repulsion...

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Fuori dalla sala, Trelkovsky è troppo solo per lasciarla andare e troppo poco sfrontato per chiederle di restare, finché è quella donna a suggerire di salire nell'appartamento. In prossimità delle scale, Trelkovsky la invita a fare piano, temendo di disturbare i vicini. Poi, mentre la fa accomodare nella cucina in disordine, lui cerca velocemente qualcosa da bere da offrirle ma lei, maliziosamente, gli chiede di farle compagnia sul salotto - oltre di accendere i riscaldamenti, perché lì dentro si gela! Poi lei si avvicina per stringerlo, lui resta immobile, finché improvvisamente qualcuno bussa alla porta di casa. Uno, due, tre colpi decisi finché, al quarto, Trelkovsky si divincola dalle attenzioni della donna.
"Signor Trelkovsky, dannazione! Sono il suo vicino, e le dico che, in tutti questi anni, Simon non aveva mai creato problemi, di notte! Perché, mio caro Trelkovsky, la gente per bene, a quest'ora, vuole solo restare in silenzio. E non essere disturbata da lei e dalle sue discutibili compagnie!"
L'atmosfera sfuma via - pazienza, Trelkovsky non è fortunato con le donne (oltre che con la vita).

Il mattino seguente, Trelkovsky esce di casa con molta cautela, e per le scale legge un articolo di un certo Daniele Scalese - detesta quello che scrive quell'uomo, e se fosse a capo del giornale per cui lavora, lo licenzierebbe!
"Signor Trelkovsky, finalmente! Quel suo dannatissimo cane ha macchiato tutto il pavimento del terzo piano! E le giuro che il cane di Simon, in questi anni, non lo aveva mai fatto!"- strilla la portinaia.
"Ma... ma..."
-"Nessun ma, Trelkovsky! Se continua così, Lei si farà molti nemici in questo condominio. Siamo gente per bene, e certi atteggiamenti non li tolleriamo!"
Con le urla ancora sullo sfondo, Trelkovsky va via senza riuscire a dire a quella donna che lui, ai cani, è allergico... Lungo la strada, finge maldestramente di ignorare i passanti che sembrano osservarlo, finché viene trattenuto dal proprietario del caffè vicino casa.
-"Signor Trelkovsky, non si ferma per la solita cioccolata calda?!"
Ignorando quell'uomo, Trelkovsky accelera il passo ma viene bloccato per un braccio. Quell'uomo gli porge delle Marlboro, ma Trelkovsky riesce a divincolarsi e inizia a correre lungo la strada principale. Dopo qualche isolato, finalmente si calma ma, quando nota di aver sbadatamente dimenticato l'orologio, è costretto a tornare indietro.
Trelkovsky lo cerca velocemente nell'appartamento, "sarà sotto al letto" – pensa a voce alta, ma chinandosi nota una borsa nascosta tra pavimento e polvere. Smuove faticosamente il letto per tirarla fuori e, osservandola, sa di non averla mai vista. Al suo interno ci sono dei tacchi, un abito femminile e del rossetto rosso. "Appartiene a Simon" - non ha dubbi, e ci fruga dentro finché le sue dita sfiorano la pellicola di una fotografia. La raccoglie, poi la guarda: c'è il suo volto ritratto. Già, quella foto mostra il volto di Trelkovsky. Per quale motivo??..

Poi, alla porta, bussa improvvisamente qualcuno. Sono io.
"Signor Trelkovsky, la vuole smettere di muovere quel letto in continuazione?! Vorrei scrivere senza essere disturbato!"
Non mi risponde. Che uomo strano. Mentre vado via, noto degli strani segni incisi sulla sua porta. Sembrano geroglifici.

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By Daniele Scalese / City Life

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