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La barba di Sergio mescola raggi di grigio intenso a bagliori color rosso ruggine - da molto tempo gli nasconde il volto e l'essenza.

La barba di Sergio mescola raggi di grigio intenso a bagliori color rosso ruggine - da molto tempo gli nasconde il volto e l'essenza.

Circonvallazione Milano

Da 3 settimane quell'uomo dorme sulla 90, anche se sta diventando complicato scovare un angolo appartato sul mezzo pubblico più chiacchierato della città. Sergio, 3 giorni fa, ha compiuto 47 anni, gli ultimi 10 trascorsi distante da una moglie ricordata costantemente dalla fede al dito - oltre che da una fotografia stropicciata che Sergio conserva nella tasca sinistra dei suoi pantaloni scuciti. Sergio era un professore di matematica e teneva le sue lezioni all'Alessandro Volta prima che la sua vita potesse sgretolarsi. Un incidente stradale si è portato via una parte di lui, oltre alla moglie ed una figlia che lo ritiene ancora responsabile. Dopo aver smarrito loro, Sergio ha perduto il lavoro e la casa - ed ora è uno dei tanti dimenticati dalla città.

C'è una parte di Milano invisibile che si lascia trascinare da un pullman, la 90, attraverso l'oscurità della notte, una schiera malconcia animata da senza lavoro e senzatetto, giovani e vecchi, uomini e donne - ognuno di loro spera in un sedile libero e in un lenzuolo stupidamente dimenticato da chissà chi in una corsa precedente. Il più delle volte, tutti loro attendono l'epilogo di una giornata uguale alle altre ma solo più fredda e faticosa, e sperano che la pioggia non penetri nei loro vestiti finché cercano comprensione nell'autista delle 90, che generalmente li lascia riparare dalle insidie della notte. Hanno solo bisogno di restare su quei sedili in metallo invece di dormire tra le vie della città - per una questione di temperatura, per una questione di dignità, ma il momento più duro è quando, alla fine della corsa, l'autista spalanca le porte del mezzo momentaneamente fermo lasciando entrare il freddo pungente di gennaio - ma Sergio e gli altri lo ignorano, il freddo, perché nella vita sono sopravvissuti a molto di peggio.
Sotto le coperte, i loro sogni restano appesi al sedile, anche Sergio cerca di dormire - ma stanotte c'è un ubriaco che intona una vecchia canzone e non gli dà pace, chissà quando la smetterà. Neanche le minacce di un uomo dall'aspetto insidioso lo fanno desistere - vorrà dire che leggerò un po' - pensa Sergio, che tira fuori da un busta grigia un libro di Andrew Wiles sgualcito ai bordi (colpa della pioggia, colpa del tempo). La 90 si ferma ancora, probabilmente siamo a Lotto ma che differenza fa, ogni fermata diventa simile alla precedente e alla successiva, ma sull'autobus sale una donna - ha con sé due borse, una di un negozio di profumi di via Mazzini, l'altra, carica di cibo, di un supermercato dei tanti. Le rughe cercano di nascondere quel suo bellissimo volto - lo fanno invano, poi lei cerca un posto finché lo trova poco distante da Sergio e dall'ubriaco che finalmente s'è addormentato. Avrà una quarantina d'anni indicativamente, lo sguardo che va altrove e gli occhi blu e magici - il maglione a collo alto le si intravede dal cappotto, mentre lo smalto consumato le colora solo parte delle unghie - lei la fede non ce l'ha.
Sergio la osserva mentre lei contempla quella strada che si perde nella notte insieme agli occhi suoi. Quando gli stessi occhi incontrano Sergio, gli strappano un sorriso autentico, forse stanco, forse fugace, ma autentico.
E se quella notte trascorresse più in fretta, e se quella notte diventasse diversa dalle altre?

Poi quella donna scende alle prime luci del mattino. Sergio lo fa qualche fermata più in là - insieme a lui, i rom e le signore della notte, c'è da fare spazio alla città che osserva indifferente.

(Continua)

 

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By Daniele Scalese / City Life

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