A Milano, tra i café e lungo vie meravigliose…

E se esistesse una forma di energia in grado di avvicinare le persone? Se ci fosse un flusso emozionale che attraversa l'aria e la metropolitana, penetra gli edifici e l'atmosfera e ci connette l'uno all'altra?

E se esistesse una forma di energia in grado di avvicinare le persone? Se ci fosse un flusso emozionale che attraversa l'aria e la metropolitana, penetra gli edifici e l'atmosfera e ci connette l'uno all'altra?

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Fermiamoci un attimo. Le vibrazioni tra le persone sono costanti o mi sbaglio? Gli "scambi", sì, sono ovunque - un autore scrive un romanzo e qualcun altro legge le emozioni trasmesse da quella penna. Un regista, invece, non filma soltanto sequenze ma sensazioni, e noi saremo in grado di coglierle. E le emozioni sono energia: eccolo, lo scambio.
Pensiamo alla vita di tutti i giorni. Ognuno di noi, a Milano, almeno una volta ha viaggiato in metropolitana. In mezzo alla gente, a volte, ci capita di incrociare uno sguardo diverso, una espressione che comunica qualcosa. Magari di indefinito, una vibrazione difficilmente spiegabile con la logica eppure così intensa da non poter essere ignorata. Quella persona non la conosciamo ancora, molto probabilmente non l'abbiamo mai incontrata, eppure sentiamo di dover comunicare con lei come se l'avessimo già fatto. Questa sensazione è così sfuggente ma l'avete provata, ne sono certo.

E se esistessero realmente dei fili invisibili in grado di connetterci emozionalmente?

Ma da dove originerebbe questa energia? Beh, da ognuno di noi.
Sarebbe bello credere ad una energia in grado di nascere in noi e di sprigionarsi per le vie che attraversiamo, tra i café di Corso Cairoli e le storiche biblioteche del centro, raggiungendo gli uffici che toccano il cielo e i palazzi antichi che profumano di storia e transitando dai sentieri che ci conducono dove sentiamo di dover andare. Un'energia, già, un'ondata colorata e meravigliosa e impressionante che ci mette in comunicazione e ci rende parte della Vita.
Ma se esistesse davvero una forza interiore percepibile dagli altri, come potremmo alimentarla?
Vivendo al meglio delle nostre possibilità. Credendo nella bellezza della Vita, nella grandiosità di quello che affrontiamo quotidianamente e avendo fiducia nelle persone che incontriamo. Leggendo, sì, perché oltre ai luoghi ed ai personeggi, i libri lasceranno esplorare noi stessi - ed ascoltando musica, lasciandoci andare alle sensazioni che quelle parole e quelle melodie suscitano in noi. E osservando film e le storie che vivono dietro a quei film, correndo, sperimentando, mettendoci in gioco. Amando e lasciandoci amare, meditando, sbagliando (ma lo sapete quanto si impara dagli errori?), sorridendo - perché sorridere permetterà agli altri di avvicinarci, avendo cura del nostro corpo - perché potrà essere solo un contenitore, ma un buon contenitore proteggerà meglio ciò che siamo. In una parola, Vivendo.

Siate ambiziosi, osate, non accontentatevi mai. Metteteci tutto di voi stessi, sognate, sì, sognate sempre, ponetevi domande, ascoltatevi, e siate costruttivi, considerate gli aspetti positivi di ciò che accade. Abbracciatevi, tenetevi per mano, baciatevi e lasciatevi andare - se qualcuno vi trasmette qualcosa la prima volta che lo vedete, beh, fate in modo di rincontrarlo.
E non limitatevi ad osservare le persone ma sentitele.

Vi chiedo, infine, di pensare alla domanda più frequente a cui rispondiamo ogni giorno. Quante volte qualcuno vi chiede come state e voi rispondete, superficialmente, "sto bene". Beh, la risposta è proprio questa, "Io sto bene", ma dobbiamo esserlo realmente, e stare bene deve rappresentare la normalità. Avere una Vita meravigliosa non è un'utopia, ma qualcosa di realmente raggiungibile.

 

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By Daniele Scalese / City Life

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