Eva (terza parte)                                                

Dimenticare. Adam ondeggia tra le vie della città, fa freddo ma mai come dicono ai notiziari della tv, e Milano sta per vivere della notte e dei suoi figli prediletti - come sempre, il mattino perdonerà le loro colpe.

Dimenticare. Adam ondeggia tra le vie della città, fa freddo ma mai come dicono ai notiziari della tv, e Milano sta per vivere della notte e dei suoi figli prediletti - come sempre, il mattino perdonerà le loro colpe.

Eva

Poi, quel posto tra i bagliori e la pioggia: il Club Silencio. Ci si immerge dentro tra le luci abbaglianti e le note di blues, una voce latina scalda lo spazio.

"Mi porti qualcosa da bere" - Adam dice deciso, e viene accontentato finché la vodka colma parte del suo Ego. Statico osserva chi lo circonda, le solite facce, dopotutto. La notte sta accelerando e loro non ci fanno caso. Poi Adam si rivolge ad un uomo, chiedendogli se almeno lui la conosce, Eva. Nessuna risposta - quell'uomo è assorbito da fantasie nere sulla donna latina.

"Ehy, men, have you ever seen Eva!?"- chiede a due ragazzi che si baciano nella notte. Entrambi lo osservano, entrambi sorridono. "Nel Club Silencio c'è tutto quello che vuoi." - sorride di più uno dei due.
"Voglio solo Eva. C'è qualcuno che sa dove sia?!"...Quei due si baciano ancora, l'uomo di fianco fantastica ancora.
"EVA!" - urla in faccia ad un uomo che lo spinge via. "La guardi" - tira fuori la foto di Eva e la agita davanti. "E' bella vero? Lei la conosce, vero?!.
"Razza di idiota, lasciami in pace." E quell'uomo lo spintona nuovamente via.
"Ma tu la conosci, lo so! Dimmi dov'è, per favore!"
-"Signore, siamo costretti a chiederle di abbandonare il Club" - poi, al resto ci pensa il buttafuori.
Adam va, privato dei sogni e della razionalità, poi trattiene un uomo dalla manica della giacca.
"Cosa fai, mi ignori?!" - Adam lo provoca, lo scuote finché l'uomo lo colpisce allo stomaco. Adam cade, si rialza, subisce colpi ai fianchi e crolla privo dei sensi.
.....
Apre gli occhi. Si ritrova malconcio tra strade seducenti e sconosciute mentre la notte sta per svanire. Riprende ad andare tra gli ultimi sospiri di quella parte di città e le sue vie più ignote - chiede ad un taxi di fermarsi ma ha smarrito il portafoglio.
Cammina, di nuovo, finché in lontananza intravede un cinema antico. Ad attrarlo è una locandina, Blue Velvet. Gli ricorda Eva. Il cinema si ritaglia su un giardino illuminato dai primi raggi di sole. È Villa Reale. Un flash - "Quando verrai a Milano ti condurrò con me in un luogo dove riesco a sognare. È un giardino, è un posto antico, Villa Reale"- diceva Eva. Spinto dai ricordi, Adam sa che deve andare. Il giardino è ampio e si estende lungo un sentiero labirintico. Addentrandosi tra le edere e le sensazioni insieme alle luci dell'alba, Adam va verso una bambina che corre.

"Adam..."- una voce femminile sospira delicatamente il suo nome. Lui si volta, la guarda, la stringe, la bacia- è Eva. Quel suo rossetto rosso resta sulle labbra così come nel cuore. Finché lei, per un attimo, si allontana.
"Mamma, chi è questa persona?"- chiede incuriosita quella bambina.
"Matilda, la mamma ti spiegherà tutto quando saremo a casa." Lo sguardo di Eva non si stacca mai dagli occhi e dal cuore di Adam. Poi...-"E' mia figlia, Adam. Ed è il motivo per cui sono tornata. "-gli confessa.

"Matilda, la mamma ha bisogno di te. Puoi invitare questo signore a farci compagnia questa mattina?"...

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By Daniele Scalese / City Life

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