S. (Prima Parte)                                                                  

Avevo solo immaginato di attraversare questi sentieri indefiniti mentre il respiro del vento accarezza la mia anima disarmata e quel mio cuore ferito ondeggia tra sensazioni contrastanti.

Avevo solo immaginato di attraversare questi sentieri indefiniti mentre il respiro del vento accarezza la mia anima disarmata e quel mio cuore ferito ondeggia tra sensazioni contrastanti.

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Quando tutto sembrava perduto, mi ritrovo qui al telefono con te - ed io ti sto guidando verso di me. Mentre spero di intravedere i tuoi lineamenti all'orizzonte, la tua ironia al telefono non riesce a scacciare via questa mia maledettissima ansia. Sono così agitata - quando m'hai detto che saresti venuto, le mie gambe hanno iniziato a tremare, non riuscivo a respirare - non riesco a farlo ora mentre sono qui che aspetto te. Ho paura, una maledettissima paura di quello che succederà - poi il rumore di un'auto mi scuote dai miei pensieri dicotomici - non pensavo fossimo realmente così vicini. Quell'auto è ancora distante, non riesco a vederla limpidamente, ma so già che sei tu. Quei fari illuminano la mia fisionomia impaurita mentre il mio cuore non tiene più il battito. Mi stai osservando, sono lì davanti a te, nuda, indifesa, vulnerabile, e inseguo quegli occhi tuoi neri e vividi - mentre spero tu possa perdonarmi un'ultima volta, mentre spero tu possa ancora prenderti cura di me.

11 anni fa
Ho solo 22 anni quando ti osservo per la prima volta. Quegli occhi neri e vividi si ritagliano nel cielo limpido d'Agosto, è il matrimonio di una mia cugina di secondo grado e spero che quel ragazzo dagli occhi neri non sia già legato a qualche mia lontana parente - no, non lo sei. Mi guardi come se mi conoscessi già, mi guardi come se mi avessi già. Quel tuo tono di voce profondo mi incute timore e m'attrae, le tue parole decise si impongono sugli stati d'animo di quella giovane ragazza che viene dalla grande città. Poi quel cocktail alla pesca scivola via insieme ai sogni miei - il tuo volto s'incupisce quando scopri che vivo altrove e che a breve dovrò andare - "Verrò a trovarti a Milano" - mi prometti strappandomi un bacio al sapore di pesca, quelle labbra m'accarezzano come il vento che spira verso ovest nel cielo limpido d'Agosto - era una estate incantata di 11 anni fa.

"Qui fuori si gela, apri il portone!" - quella tua voce decisa mi paralizza gli arti e le pulsazioni del cuore - il manuale di letteratura antica scivola dalle mie mani ferme mentre il vento gelido dell'autunno spalanca le finestre e la tua voce sgretola le mie certezze.
"Che ci fai qui!?" - ti appaio incredula ma contenta quando ci ritroviamo dopo 3 mesi su quel pianerottolo.
-"Te l'ho detto che sarei venuto a prenderti" - mi dici con quel sorriso sicuro e spontaneo.
"Ma non puoi restare qui! Vivo con altri ragazzi e poi non so niente di te!!" - ma tu sorridi ancora mentre mi osservi agitata, poi mi accarezzi il viso come se sapessi già. Devi andare, ti prego - ho un esame domani - "Ti lascio studiare ma solo per un po'" - mi rassicuri tu, però stanotte puoi restare, sì, stanotte puoi restare - i miei occhi ti dicono prima che tu possa svanire.
Quei giorni scivolano dentro di noi - siamo così diversi eppure vicini, ma so che dovrai andare e che il per sempre, per noi, non esiste. Poi, quando vai, porti via con te un pezzo del mio cuore ancora giovane e inconsapevole.
"Restiamo insieme" - mi dici baciandomi le labbra, "apri le mani" - sospiri delicatamente sulla mia bocca. "Me lo restituirai quando ci rincontreremo - perché noi ci rincontreremo"- continui tu mentre quel ciondolo tra le mie mani si illumina alla luce dell'arcobaleno. Poi vai via e non so se ti rivedrò ancora.

(Continua...)

 

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By Daniele Scalese / City Life

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