Lei, l'Ego, Lei                                                      

Un tempo mi sentivo solo, poi ho conosciuto il mio Ego.

Un tempo mi sentivo solo, poi ho conosciuto il mio Ego.

ego-condiziona-vita

"Mi ami per davvero?"
-"Sì, mi dispiace."

Il nostro amore si nutre di ricordi sbiaditi e bugie più grandi di tutto ciò che un cuore sogna di poter provare.
-"Perché ci osserva così, perché sorride così?"- mi domanda Ilaria mentre Lui non distoglie il suo sguardo dai nostri corpi immobili. Lui, consapevole e nero e superbo - il mio Ego.
"Vai via ora" - Lui mi sospira all'orecchio, "Allontanati da lei, rubale il cuore e sgretolalo... ci farà sentire meglio..."
"Ci vediamo presto, giuro" - le dico sfiorandole il volto e ignorando il suo cuore.
-"Non promettermi ciò che non potrai fare mai" - mi dice lei finché lascio quella casa insieme al candore della notte - ora non c'è tempo per sognare - c'è un ufficio ampio e sconfinato che ha bisogno ancora per un po' di me.

-"L'hai trovata la casa, Danny-boy?" - mi chiede una responsabile all'ingresso.
"Non è così semplice - è che siamo in due..."- le spiego indicandole l'Ego che m'ha seguito fin lì.

Poi, lo spazio si colora di lei, - "mi sei mancato, amore mio" - mi dice sfiorandomi il volto e toccandomi il cuore.
"Abbassa la voce, ti prego" - le dico strappandole un bacio prima di indossare la divisa e la maschera più grigia che ho in dotazione.
Poi, Sabrina mi raccoglie le mani e afferra il mio cuore per nasconderlo dentro di sé, "baciami ancora" - mi dice, ma quell'Ego ficcanaso non smette di osservarci.
"Ci vediamo presto, giuro" - le sussurro mentre lui continua ad origliare promesse che prima o poi manterrò.
Dopo, le voci dei colleghi si susseguono fino ad arrivare alle orecchie del capo.
"Il signor Danny-boy è pregato di recarsi in Direzione" - ordina la voce dell'altoparlante.
|Vietato sorridere| - dice il cartello appiccicato sul muro di quella stanza grigia e plumbea.
-"Qualcuno ha parlato, qualcuno ci ha riferito" - mi dice severo il boss: "Legge 14 del Regolamento interno, comma 2 - Relazioni scabrose sul posto di lavoro. Ascolta bene: è severamente proibito intraprendere una relazione con una collega di lavoro. L'allontanamento dall'incarico, inizialmente temporaneo, diventa definitivo in caso di collega coniugata... mi dispiace, Danny-boy, ma sei fuori!"

... Mentre abbandono sconsolato quel posto, lui, l'Ego, mi indica e sorride in maniera irriverente.
"Sei stato tu, vero?! Sono stato licenziato per colpa tua, non è così?! Vattene via, lasciami in pace!" - gli urlo contro.
-"Non ancora" - risponde lui.

Poi, tra le vie della città, quell'Ego ingombrante mi segue come un'ombra insidiosa. Quell'insopportabile jingle al cellulare mi ricorda della presentazione imminente del mio primo capitolo della prima parte del mio primo libro - la giacca lucida l'ha già presa Lui (ma non vedi come ti stringe!?) - a me resta quella sgualcita - non importa, finché in quel posto luccicante nessuno si degna di amarmi - sono tutti lì a scattare selfie insieme al mio Ego.
"Ehy, gente, quelle 3 pagine e mezzo le ho scritte io! Quelle idee le ho create io!" - finché un uomo mi chiede di allontanarmi. Ah ah ah, era ora! Tenetevelo stretto il vostro amato Ego-io, ora, sono finalmente libero!

Poi la notte prosegue inutilmente finché avverto nell'aria nera il profumo che ho amato per circa due settimane - alzo lo sguardo e vedo Sabrina, lei mi guarda e non s'accorge di me. Sabrina sorride ad una donna, è Ilaria - Ilaria sorride ad un qualcosa - è il mio Ego.
"Ragazze, venite che vi offro qualcosa... e vedrete che sarà una luuuunga notte." - dice lui - non statelo ad ascoltare quel ciarlatano!
"Care, ma voi lo conoscete quel tale? Perché io proprio no..." - dice lui ridendomi in faccia.
-"No, proprio no" - rispondono loro mentre si accompagnano a lui sottobraccio e svaniscono nella notte.
A me non resta che tornare a casa in compagnia della mia giacca blu e sgualcita - tenetevelo stretto il vostro amatissimo, simpaticissimo, maledettissimo Ego!

 

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By Daniele Scalese / City Life

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