Luna #2                                                                  

Seconda parte: Il vento e lo specchio, il giorno e la notte.

Seconda parte: Il vento e lo specchio, il giorno e la notte.

 antica-calligrafia

A volte, non c'è distanza tra il giorno e la notte. La vita scivola via assorbendo suoni e sensazioni, e resta solo uno specchio che riflette ciò che eravamo.

C'è una ragazza che non guarda quello specchio da 3 anni. E' bellissima, ma questo lei non lo può vedere - è dolcissima, ma questo il mondo non lo può notare. Chiara, da 3 anni, ha così tanta paura di atterrare nel mondo che non abbandona la sua stanza al settimo piano. Teme il mondo a tal punto di guardare costantemente in un'altra direzione. E, da quella sua stanza così distante, lo sguardo di quella ragazza si volge a Lei, la luna. Quando viene sera e il mondo è troppo stanco per guardare, gli occhi di Chiara osservano quella superfice inabitata - lei ama così tanto la luna perché non c'è nessuno lassù e, se non esiste nessuno, la solitudine non ha senso.
Ora, si è fatto tardi - è tempo di sognare, è tempo di guardare la luna ancora una volta...

... Ad osservare quella superficie candida e inavvicinabile, Chiara, stanotte, non è sola. Poco distante dal suo orizzonte, troviamo Alessandro, disteso sulla superfice sabbiosa dell'isola. "Alessia, amore mio, dove sei? Ti sei accorta che non sono tornato a casa, stanotte?" - l'uomo domanda a se stesso, e non è così sicuro di voler conoscere quella risposta. "Sembra quasi che questa luna mi stia sorridendo, sembra quasi che voglia proteggermi stanotte - se anche il mondo potesse prendersi cura di me..."

Poi, i raggi della luna illuminano una distesa di piante finché, tra loro, spuntano dei fiori gialli - "ma saranno commestibili?" - si chiede l'uomo. "Ma sì, che importa, tanto se non lo sono, mi aiuteranno a farla finita, ed in fondo sono qui per questo" - pensa Alessandro mentre divora quelle piante l'una dopo l'altra... e, inaspettatamente, loro sono così dolci! Chi l'avrebbe mai detto - pensa l'uomo che continua ad ingerire quelle erbe. Certo, il suo piano di farla finita per mancanza di nutrimento, in questo modo rischia di essere compromesso, ma quelle piante sono così incredibilmente dolci... "sono talmente dolci che potrei mettermi a piangere" - pensa quell'uomo che, improvvisamente, lo fa davvero.
"Alessia, questi fiori sono così soffici e deliziosi! Vorrei condividerli con te... insieme a questa luna, così splendente e incantevole... stanotte no, sono troppo stanco per dire addio... ma solo stanotte, eh... ne riparleremo domani" - dice quell'uomo rivolgendosi alla luna. Poi, si è fatto tardi, è tempo di sognare, è tempo di guardare la luna ancora una volta...

La mattina successiva, Alessandro si risveglia illuminato dal sole tiepido, ed è così di buon umore che sorride mentre osserva l'acqua limpida del fiume - "da quanto tempo non mi sveglio così?" si chiede lui. Poi, arriva la seconda notizia grandiosa della giornata: sta iniziando a piovere! L'uomo si disseta finché improvvisa un recipiente con alcuni barattoli. Protetto dalla pioggia, osserva la città con occhi differenti. Milano è lì e non fa così paura, oggi... "e se scrivessi un messaggio sulla sabbia? Magari, qualcuno, potrebbe notarlo..."
"AIUTO" - si legge, speranzosamente, sulla sabbia. Poi lui si distende - "come mi annoio, qui" - pensa quell'uomo. "Non c'è niente da fare, niente di cui preoccuparsi. Ed è bellissimo." - si addormenta accarezzato dolcemente dal vento della primavera.

Qualche ora dopo e poco distante, con la luce della luna radiosa, Chiara è pronta a guardare in alto - il suo telescopio l'avvicina alla luna che, stanotte, appare ancora più vicina... Ma, talmente rapita da ciò che osserva, Chiara non s'accorge che il vento ha mosso il telescopio che, ora, punta sull'isola. Mentre continua ad osservare, Chiara legge quel messaggio sulla superfice. "AIUTO" osservano i suoi occhi sorpresi. Finché nota quell'uomo. "È così indifeso lì, sulla luna. Ma che ci fa lì, come ci è arrivato? Ed è così solo e... così sereno" lo osserva mentre lui si sta addormentando e lei, al suo fianco.

Solo il mattino successivo la ragazza si accorge di come l'obiettivo del telescopio sia stato spostato dal vento. "Ma, allora, cosa ho guardato?" - si chiede lei. Coraggiosamente, decide di affacciare il suo sguardo timido in quella direzione, finché nota l'isola. Quell'uomo, allora, si è disperso lì, su quel posto così vicino. Ed eccolo che spunta ancora, lui, mentre Chiara non riesce a smettere di guardare in quella direzione, verso quella solitudine così diversa...

...CONTINUA...

 

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By Daniele Scalese / City Life

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