Luna #3                                                                  

Terza Parte: Eclisse

Terza Parte: Eclisse

 

messaggio-in-bottiglia

Protetta dalla notte, Chiara osserva il suo naufrago. I suoi occhi cercano, di nuovo, quel messaggio d'aiuto sulla sabbia, ma il vento l'ha portato via con sé, come se Alessandro non avesse più bisogno di tornare indietro. "Come fa, quell'uomo, ad essere felice? Come fa a sentirsi bene da solo?" - si chiede Chiara. "Sì, quell'uomo è felice, lì, lontano da qualsiasi cosa... ed io vorrei essere felice come lui, capire qual è il suo segreto...".
Spinta dall'istinto, Chiara, quella notte, lascia la stanza, fugge via dall'appartamento e corre verso il ponte che si affaccia sull'isola. Con un casco che le copre il volto, lei percorre la strada, poi, dal ponte scaglia una bottiglia contenente un messaggio... Ora, ha bisogno dell'aiuto del vento: solo lui può spingere la bottiglia sull'isola, solo lui può avvicinarla a quel naufrago...

Al mattino, Chiara ha bisogno di sapere se quell'uomo ha raccolto il messaggio. Finché si affaccia alla finestra sotto la luce del Sole. E' così intensa quella luce, fa così paura che lei, velocemente, scappa via e si rifugia sotto le coperte. Poi, però, delicatamente lei si solleva e osserva il naufrago affascinato da quella bottiglia tra le mani....
Alessandro ha raccolto la bottiglia sulla sabbia. E dovreste vedere l'espressione dipinta sul suo volto sorpreso quando si accorge che quell'oggetto contiene un messaggio. "Come stai?"- legge su quel foglio di carta conservato intatto dal vetro. Dopo qualche istante, quell'uomo si muove su è giù sulla sabbia finché, sorprendentemente, compare quella scritta, "BENE, E TU?"- le ha scritto lui.

I giorni trascorrono e Chiara non riesce a smettere di osservare quell'uomo. Poi, quando arriva la sera, lei abbandona la stanza, chiude delicatamente la porta, e corre verso il ponte per consegnare alla corrente amica un messaggio in bottiglia. "Bene, grazie."- legge il mattino seguente Alessandro che, poi, le risponde sulla sabbia.
Chiara apre gli occhi e guarda verso di lui. "COME TI CHIAMI?" Quella scritta si estende per una decina di metri, stamattina.
La ragazza scrive il suo nome su un foglio e lo rinchiude nella bottiglia, poi si muove silenziosamente tra le sfumature della notte e salpa verso quel ponte. Il mattino seguente, lei si affaccia per cogliere la risposta del suo bizzarro interlocutore. Tuttavia, sulla sabbia non c'è alcun messaggio. Chiara muove disperatamente il suo sguardo alla ricerca di quell'uomo, finché viene lambita dal vento travolgente che spira verso ovest. Improvvisamente, in quella direzione scorge una barca ferma sulla riva dell'isolotto- al suo interno ci sono due uomini e, con loro, il naufrago.

"Cosa volete da me?! Lasciatemi in pace! Sono felice qui!"- dice loro Alessandro.
"Ma signore, dobbiamo costruire su questa superfice, non possiamo lasciarla qui a farci d'intralcio"-gli dice uno di loro.
-"Non posso tornare sulla terra ferma, non voglio tornare!! Vi prego, lasciatemi qui.."- esclama Alessandro mentre fatica a trattenere le lacrime.
"Non è possibile, signore."

Chiara osserva quella scena, e quell'uomo è lì davanti ai suoi occhi immobili e paralizzati dalla luce del sole. Vorrebbe fare qualcosa per aiutarlo, qualsiasi cosa, ma la sua paura è talmente forte da renderla inerme. Finché, qualcosa, accade.
Guardate il cielo..osservatelo bene, è diventato nero. Chiara guarda in alto, lo fa ancora, il Sole è scomparso, c'è qualcosa che lo nasconde: l'eclisse.

Ricoperto dal cielo nero, Alessandro, ora, viaggia con quegli uomini verso la terra ferma. Poi, arrivato sul ponte, viene rilasciato da quei due.
"Ma cosa ne sarà di me, ora?"- chiede sconsolato.
"Non sappiamo come aiutarla, signore."-risponde desolatamente una delle due voci.

"Ho capito. Io non sono fatto per essere felice. Posso respirare la felicità, sfiorarla, ma non posso trattenerla. E' il mio destino.."- pensa quell'uomo mentre osserva la città. "Pensavo tu fossi cambiata, e invece no...sei rimasta nera come lo sei sempre stata..."
Finché un respiro si posa sul suo, finché una mano gli raccoglie il cuore. C'è una ragazza, ha i capelli neri come la notte e la pelle candida come la luna.
"Ciao.." dice lei. "Ciao"- risponde, sorpreso, Alessandro. "Come ti chiami?"
"Chiara.."-dice la ragazza, che il casco non lo indossa più.
"Ti sei mai sentito solo?"- continua lei.
"Molte volte, moltissime.."- risponde l'uomo. "Ma non ora.. Come stai, oggi, Chiara?"- le chiede lui commosso.
Lei sorride, mentre le lacrime scivolano via dal suo volto allontanate dal respiro del vento.

Guardate in alto, osservate il cielo, è di nuovo limpido.

 

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By Daniele Scalese / City Life

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