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Le 2.05, ogni notte ha il suo prologo.

Le 2.05, ogni notte ha il suo prologo.

 chiavi-appese

Tutte quelle persone avevano ragione, cara - sei davvero molto bella stanotte - eccolo improvviso quel tuo sorriso prezioso prima che io possa andare via, prima che io possa finalmente perdermi nella città. In fondo, vivo solo dall'altra parte della città e comunque sì, le donne hanno sempre ragione, "prendiamo un taxi" - dicevi tu poco fa - "ma no, c'è la 90."

Le 3.12, ogni notte ha il suo cuore - non dormo da così tanto tempo che ho dimenticato come si fa, e già, c'è la 90 insieme alle sue 40 fermate da percorrere, sì, 40, ma che importa se la notte ti sorride ancora? Insieme a lei, sorridono loro, la Rossa, la Bionda e la Viola - mi hanno detto i loro nomi e li ho dimenticati tutti tranne quello di Giselle.
Giselle cerca il cielo con quegli occhioni neri che oltrepassano le vetrate e sgretolano i nostri stati d'animo mentre le signore della notte si danno da fare - tra acquirenti difficili e vivaci vecchietti in cerca di guai, loro si danno da fare, sì, lo fanno eccome. Ma Giselle cerca ancora il cielo, e forse una stella, forse una strada - non smettere mai di cercare, mia giovane e nuovissima amica - no, non smettere mai di cercare.
Cercare. Qualcosa, qualcuno, una sensazione, una chiave. Quella del mio appartamento era qui con me ed ora non c'è più.
Agitarsi non porterà a nulla - forse è scivolata sotto l'ombra di quell'uomo apparentemente ostile, ma non bisognerebbe mai giudicare dalle apparenze, finché "sparisci" - mi dice lui. "Cercati un'altra chiave" - continua amorevolmente il signore. E credo abbia ragione, perché un'altra chiave c'è sempre.
Il pullman oscilla, le vie sono ampie, ora, e ce ne è di strada da percorrere, ora. Il cellulare tra le mie tasche si scuote, mi sta dando un segnale, "sii audace" - io l'interpreto così. Cercare - cerco un numero, cerco una persona, "che cosa vuoi?" - risponde lei.
"E se venissi a stare da te, stanotte?"

No, credo abbia detto di no - dovrò cercare altrove.

Le 4.20, ogni notte ha il suo epilogo - non dormo da così tanto tempo che ho dimenticato come si fa, restano così tante strade da percorrere ma, mentre si va, queste vie si riempiono di colori e sorrisi, questa città si colma di sfumature nuove. E diventa così meravigliosamente bella.

Poi, raccolgo la chiave - era nascosta nella mia giacca, ovviamente.
L'ho ritrovata ora, non appena giunto a destinazione - anche se sento che questo non è che il posto da dove poter ripartire, l'orizzonte dove affacciarsi per continuare a cercare.
Chissà cosa troverà, lungo il suo orizzonte, la mia dolce Giselle.

 

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By Daniele Scalese / City Life

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