La notte, il giorno                                                

Prima parte. "Coraggio, vieni con me. Non avrai mica paura del buio?" - mi dice Matilde trascinadomi per un braccio.

Prima parte. "Coraggio, vieni con me. Non avrai mica paura del buio?" - mi dice Matilde trascinadomi per un braccio.

 

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-"Matilde, ma sei sicura che arriverà il tuo ragazzo? E, con lui, tutti gli altri?" - devo sembrarle parecchio impostato - in fondo sono sempre io, ma vorrei vedere voi, qui, in mezzo al nulla.
Uhm, sì, forse sarebbe il caso di fare un passo indietro e spiegarvi tutto dal principio...

... Ho conosciuto Matilde giusto un paio di notti fa, ad una festa come tante, e dovreste vederla - è così esuberante quella ragazza! Sì, lo so, è fidanzata, anche da parecchio tempo, ma chi lo dice che tra un uomo e una donna non possa nascere una sincera amicizia? Io, forse, ma l'io di qualche anno fa, perché le persone cambiano insieme alle circostanze e al battito del vento sulla città. Sì, una frase poetica a caso, ogni tanto ci sta :D.... ma credo sia molto meglio questa: "Le persone non cambiano, si rivelano." David Lynch.
... Ma torniamo a Matilde e... me. Io e lei abbiamo scoperto di avere molti interessi in comune - la passione per David Lynch, appunto, e per la notte, soprattutto, e Matilde mi ha chiesto di accompagnarla a questo party segreto e molto, molto esclusivo. Camminiamo da un bel po' lungo Viale Molise - non ci credereste se vi dicessi per quanto si estende questa strada! - finché raggiungiamo questo cancello, così alto da far girare la testa.
-"Non mi dirai che il posto è questo?" - dico alla mia nuova, sincera amica.
"Certo che è questo!" - esclama Matilde entusiasta qui in mezzo al niente. Perché siamo in mezzo al niente - non vedo altra gente, né musica o colori, ma solo il buio.
"Coraggio, vieni con me. Non avrai mica paura del buio?" - mi dice lei mentre varchiamo quel cancello semiaperto. Poco distante da noi, un vecchio capannone probabilmente abbandonato.
-"Matilde, cara... ma dove sono gli altri? Dov'è il tuo ragazzo?" - le chiedo piuttosto agitato. Non mi sento molto a mio agio circondato dal buio e dal niente.
"Rilassati... arriveranno tutti.. e poi arriverà anche Carlo." - risponde, sicura, lei.
-"Perché non provi a chiamarli" - le dico finché entrambi ci voltiamo verso il cancello. "Matilde, non ho gli occhiali con me, ora, quindi non vorrei arrivare a conclusioni azzardate ma... QUALCUNO HA CHIUSO IL CANCELLO?!"
Lei corre verso quel cancello e sì, non mi sbaglio... Ok, tanto arriverà qualcuno, a breve.
-"Cioè, arriverà qualcuno, a breve?" - le domando io.
"In realtà, è una festa a sorpresa e dovrei avvisare ora più o meno tutti..." - risponde, amorevolmente, lei.
-"Ok, ok, ok. Dai, chiama Carlo. O qualsiasi altro essere umano che possa tirarci fuori di qui." - le dico in preda all'ansia.
"Mmm potresti controllare se il tuo cellulare ha campo? Perché il mio non ha alcun segnale, qui." - risponde lei. Poi, m'accorgo che il mio cellulare è spento. Perfetto. Ovviamente non si riaccende. Perfetto.
L'espressione del mio volto non deve essere un granché a giudicare da come mi guarda Matilde, "dai, vedrai che qualcuno ci tirerà fuori da qui!" - mi dice lei. Certo, a chi non verrebbe in mente di percorrere questa via nel cuore della notte, fermarsi davanti a questo enorme, maledettissimo cancello e urlare, "Ehy, siete qui amici?!"....

.... Le 4 del mattino.
"Dai, vedrai che qualcuno prima o poi arriverà." - ripete lei. Come se ripetere in loop quelle parole possa servire a migliorare le cose. Qui si gela, non abbiamo contatti col mondo e, in compenso, abbiamo fame. L'unica soluzione plausibile, ora, è rifugiarsi nel capannone. Sperando che questa notte trascorra in fretta...
(CONTINUA...)

 

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By Daniele Scalese / City Life

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