La notte, il giorno #2                                                

Seconda parte. ...Le 4.03 del mattino. Questa notte non trascorre mai.

Seconda parte. ...Le 4.03 del mattino. Questa notte non trascorre mai.

 scappare-giardino

- "Matilde, cara, credevo sarebbe stata più romantica la nostra prima notte insieme" - le dico per smorzare la tensione. La mia.
"Dai, non si sta poi mica così male, qui dentro. Fa freddo ma non troppo, e poi c'è anche un letto. Un solo letto." - ribatte lei.
- "Ok, ok, Matilde, ma io non posso restare chiuso qui! Se nessuno, domani, dovesse venire ad aprire questo cancello, come pensi che faremo? Ho un libro da scrivere, io - ho dei racconti da consegnare, io!"
-"Sì, ho sbagliato, lo ammetto! Ma che senso ha continuare a discuterne. Domani qualcuno ci tirerà fuori di qui. Ora smettila di frignare e vieni a stenderti qui di fianco a me. Quando ci sveglieremo, qualcuno avrà già aperto quel cancello." - risponde rassicurante lei.
Ok. Matilde giace distesa su quel letto. Stai calmo, non farti venire strane idee. Devi solo dormire e ignorare di essere da solo con quella attraente ragazza dai capelli neri e la carnagione scura come piace a te... le vedi quelle labbra? Già, loro... devono essere così dolci e zuccherose... e tu hai fame o sbaglio? ...Dai, voltati dall'altra parte, fidati. E immagina di condividere il letto con un uomo, già, immagina di condividere il letto con David Lynch...
Chiudo gli occhi, poco dopo li riapro. A pochi centimetri da me, il viso fatato di Matilde che mi osserva...
"Sei davvero buffo quando dormi, lo sai?" - mi dice lei sorridendo.
- "Mmm anche tu." - Come no. Meglio voltarsi dall'altra parte...

Le 12.40. Piccoli bagliori di luce invadono il capannone. Matilde mi osserva, appare molto meno divertita del solito.
- "Non è venuto nessuno a salvarci, vero?" - le chiedo finché lei, maliconicamente, annuisce. Accanto al mio cuscino, il suo cellulare - andato anche lui come il mio.
- "Dai, Matilde, ci sarà qualcuno che passa per la strada, ora! AIUTO, AIUTO, VI PREGO! SIAMO QUI, AIUTO!" - urlo contro il cancello ma non c'è nessuno, qui, in mezzo al niente. Siamo davvero finiti in un posto dimenticato dal mondo.

Sempre qui nel mondo, ci sono diversi tipi di esseri umani - alcuni sono giù di morale sempre, altri, al contrario, non perdono mai il loro buonuomore. Matilde rientra in questa seconda categoria - da quando la conosco, l'ho sempre vista sorridere. Tranne ora. Sembra come se volesse piangere - finché lo fa per davvero...
- "Ehy, che ti succede, baby? Guarda cosa ho qui per te!" - le dico mostrandole 3 cioccolatini appena scovati nella tasca della mia giacca. "Dai baby, prendili tu, hai bisogno di zucchero per tornare a sorridere." Sì, non sarà un granché come frase, ma non dimenticate che io e quella ragazza siamo lì da ieri notte e non sappiamo come venirne fuori.

Le 19, a giudicare dal tramonto. Siamo io, Matilde e il niente. I cioccolatini sono andati anche loro. Abbiamo tentato più volte di urlare aiuto ma è tutto inutile, non c'è davvero nessuno che possa sentirci.
Più la notte si avvicina, più abbiamo bisogno di mangiare qualcosa, qualsiasi cosa. Però, un aspetto positivo c'è. Lontani dal mondo moderno, io e lei possiamo parlare. Parlare e parlare, all'infinito, senza pause o passi indietro.

Un solo tramonto può bastare a farti conoscere una persona? Credo di sì.

Poi, si fa notte. A giudicare dalle stelle, la luna e gli sbadigli, dovrebbero essere le 3.30 o giù di lì. Ma che importa, in fondo, se resteremo lì per sempre.
Finché Matilde s'avvicina. Il suo volto è ad un battito dal mio, il mio cuore riprende a pulsare.
"Dammi un po' di zucchero, baby" - mi dice lei. E mi bacia.
Un solo attimo può bastare a farti innamorare di una persona? Credo di sì.

Poi, un rumore improvviso infrange la notte. Si intravede un varco nel cancello. E un'ombra, poi un rumore di passi e un uomo che corre verso di noi. Anzi, verso di lei. Un uomo atletico che corre ancora finché si stringe a Matilde, la stringe e lo fa ancora. Poi, la bacia.
"Amore, mi hai salvata!..." - dice lei con la voce esile rotta dal pianto.
Deve essere il suo ragazzo, Carlo. E ci ha salvati, proprio ora.
Evvai...

 

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By Daniele Scalese / City Life

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