Il colloquio                                                                  

Quel corridoio si estende per poco più di 15 metri, 15 metri e 34 centimetri per essere precisi - non sarà un caso se sono geometra.

Quel corridoio si estende per poco più di 15 metri, 15 metri e 34 centimetri per essere precisi - non sarà un caso se sono geometra.

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Compaiono le sedie - 6 file con 4 postazioni per ciascuna - 24 sedie in totale, deduco abbastanza velocemente (non sarà un caso se avevo 8 in matematica).
Non vedo gli altri candidati, eppure il colloquio è tra soltanto 3 ore e 12 minuti. Meglio così, avrò modo di concentrarmi sul mio obiettivo: ottenere questo impiego!

Ho bisogno di un caffè, ora, e poco distante c'è una macchinetta automatica che ammicca proprio a me - "Hey, ragazzone, come ti va?" sembra dirmi. Credo di potermi assentare per pochi istanti -anche se ci dovrebbe essere un numero come in coda al supermercato, "chi è il numero 1 per il colloquio?" - "oh, buon uomo, sono io, guardi" - penso tra me e me.
Vediamo, vediamo, vediamo. Espresso, macchiato, brasiliano, portoghese, turco - hanno anche il caffè turco, pensa un po' che azienda rispettabile. Seleziono il mio espresso, due di zucchero tanto smaltirò con il corso di pilates, poi finalmente ottengo il mio caffè. Devo sbrigarmi, ho pochissimo tempo a disposizione - finché avverto un rumore di passi e temo che qualcuno possa soffiarmi il posto e allora mi volto e mi sporgo e... dannazione, ho appena rovesciato il caffè sulla camicia bianca. Mantieni la calma, rilassati. Inspira, respira, uno, due, bene, così - finché terribilmente agitato cerco, disperatamente, una toilette. Vago per quell'edificio, poi ecco ciò che sto cercando. Allora, destra-destra-seconda porta a sinistra, tieni a mente il sentiero che ti ricondurrà lì. Poi, entro nella toilette alla ricerca di un lavandino ed uno specchio - eccoli.
"Hey, bell'uomo, come ti va?" - ammicco allo specchio ma non è il momento di rilassarsi in una situazione così off-limits. Quella macchia è scura ed evidente, "non bere mai un caffè prima di un colloquio di lavoro!" - diceva sempre mio nonno - scusami, nonnino, se ho ignorato quel tuo monito prezioso. Sento dei rumori - sono passi di scarpe eleganti, nere e lucide senza alcun dubbio, e devo affrettarmi a tornare verso il corridoio. Non guardare l'orologio - non guardare l'orologio - non guardare... le 7.50, restano soltanto 2 ore e 10 minuti prima che il colloquio abbia inizio. Lascio scorrere l'acqua e il detergente su un pezzo di stoffa, poi agito quella stoffa sulla camicia - vedrai che si risolverà tutto, vedrai che si risolverà tutto - finché quella maledetta macchia si espande sul resto della camicia. Oh, sono davvero rovinato...
"Ah ah ah" - c'è qualcuno che sta ridendo, e quelle risate provengono dal corridoio. Sono arrivati altri candidati ed io sono qui, paralizzato, in questo angoletto ombroso e malinconico ed avrei bisogno di un aiuto, un qualsiasi aiuto per riemergere da questo abisso.
E se tornassi a casa? Già, se me ne andassi, ora?
No, non pensare questo. Tu sei Luca Lidiota, e stai aspettando questa opportunità da mesi, forse anni, probabilmente tutta la vita. E non sarà una stupida, evidentissima macchia di caffè a fermarti! Ecco la soluzione, allora: via la dannata camicia!
Lo specchio mostra indelicatamente il mio fisico in rovina - ah, un tempo le donne si strappavano i capelli per te... ma non è ancora finita, no, non è ancora finita - mi carico sistemando i miei di capelli (loro sì che mi stanno mollando senza che sia necessario strapparli). Sono le 8 in punto, e in due ore credo di poter riuscire a rimuovere quella macchia dalla camicia - successivamente l'asciugherò sui caloriferi. È un piano azzardato, ma prima o poi tutti noi dobbiamo rischiare.
Mentre combatto, a fatica, quella macchia, nella toilette subentrano due uomini.

"Tutto bene, signore?" - domanda uno dei due mentre l'altro fatica a trattenere il sorriso. Cos'hai da sorridere, amico? Non l'hai mai visto un bell'uomo in difficoltà?...
-"Mmm sì, certo, ho solo avuto un piccolo problema." - dico loro. Poi, quei due escono da quell'ambiente lasciandomi in compagnia della mia camicia fradicia e sgualcita.

"Ma l'hai visto quello?" - domanda l'uomo che prima sorrideva al complice (Non ho potuto evitare di ascoltare le sue parole).
-"Sì, pazzesco! Credo che ci divertiremo parecchio, oggi, ad incontrare tutti questi candidati svitati!"

Vedremo, amico mio, vedremo - penso mentre la camicia gocciola sul pavimento inondandolo ma restano 95 minuti, 95 maledettissimi minuti, ed io, Luca Lidiota, vi giuro, davanti a questo specchio e questa camicia fradicia, che riuscirò ad ottenere questo impiego!

 

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By Daniele Scalese / City Life

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