Grand Hotel Lallapuu                                                      

Prima parte. "Hey, ragazzo! Sei tu quello nuovo?" - mi chiede Mr. Lallapuu, l'irascibile proprietario dell'albergo.

Prima parte. "Hey, ragazzo! Sei tu quello nuovo?" - mi chiede Mr. Lallapuu, l'irascibile proprietario dell'albergo.

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-"Signor sì signore" - rispondo io mostrando carattere.
"Allora muoviti che sei in ritardo e oggi abbiamo una marea di clienti qui nel nostro Grand Hotel Lallapuu!" - ordina lui autoritario.
"Hey, Marcello, è il suo primo giorno, vedi di andarci piano!" - gli suggerisce Miss Lallapuu, la signora Lucrezia, mentre lo sguardo del marito scaglia saette.
"Vedi di farti gli affari tuoi, donna." - dice Lallapuu. Quell'uomo è sempre così gentile. "Allora, ragazzo, primo o non primo giorno, qui, al Grand Hotel, si lavora duro 365 giorni l'anno, 366 se quel maledettissimo anno è bisestile! E il giorno in più non ti viene retribuito, sia chiaro... comunque, come ti chiami, ragazzo?!" - mi domanda, insidioso, lui.
-"Mmm Diego"
"E quanti anni hai?" - insiste quell'uomo.
-"18, appena compiuti."
"Donna, a 18 anni un ragazzino non dovrebbe restare a guardare le gonne delle compagne di banco a scuola?" - si rivolge a Miss Lallapuu.
"Oh, non sono affari miei, Marcello." - gli dice lei finché quell'uomo mi consegna la divisa fastidiosamente viola. Qui, sul taschino in alto, è riportato un nome in stampatello, "Francis".
"Non badare al nome appiccicato sulla maglietta, ragazzo. Apparteneva al precedente fattorino... gran bravo ragazzo, Francis, gran bravo ragazzo..."- mi dice Lallapuu visibilmente scosso.
-"Ma cosa gli è successo?.." gli chiedo incuriosito.
"Ragazzo, non sei qui per fare domande ma per lavorare! Ricorda che sei al Gran Hotel Lallapuu! Ed ora vai, c'è bisogno di te al primo piano. Ti voglio qui appena possibile... Francis..."
-"Oh, scusi signore, ma il mio nome è Diego e..."
"Per me sarai Francis... e, al tuo posto, lui sarebbe già all'opera, ora... gran bravo ragazzo, Francis..."- dice lui addolorato... "Vai, ora, scatta, fila!" - mi ordina.

Ascensore intasato, primo piano, andrò a piedi, sì. Allora, stanza numero 3 - eccoci qui.
Toc Toc - busso in modo incerto.
"Entra, ragazzo, entra..." - mi dice una voce femminile.
-"Buongiorno madame, sono Diego. Come posso esserle utile?" - le domando una volta dentro la stanza numero 3.
"Accomodati e mettiti a tuo agio... Francis... anche tu ti chiami in quel modo, che adorabile coincidenza" - mi dice quella donna distesa comodamente sul letto della stanza d'albergo dopo aver sbirciato il nome stampato sul taschino della mia divisa.
-"Oh, madame, non c'è bisogno di essere così gentili. Resterò in piedi..." - le rispondo ipnotizzato dal suo sguardo (è così bella, lei).
"Quanti anni hai, mio giovane Francis?"
-"Mmm mi chiamo Diego. Comunque 18, madame... si trova bene al Grand Hotel? La stanza è di suo gradimento?"
Improvvisamente, quella donna inizia a ridere. Lo fa in maniera fragorosa mentre con la mano prova , inutilmente, ad arrestare il sorriso che sgorga dalla sua bocca.
"Scusami, Francis... 18 anni, hai detto. Ce l'hai una fidanzata, Francis?"
-"No, madame, non ancora."
"E hai mai baciato una donna, Francis? Una donna vera, intendo?"...
-"Ehm, madame. Ho baciato una cugina di secondo grado, ad una festa di compleanno, l'estate scorsa... e poi..."
"Shh..."- sussurra quella donna posando un indice sulla mia bocca.
-"Che ne diresti di baciare me, ora?"- mi domanda lei...

CONTINUA...

 

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By Daniele Scalese / City Life

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