Grand Hotel Lallapuu #2                                    

Seconda parte. -"Che ne diresti di baciare me, ora?"- mi domanda la sensuale ospite della stanza numero 3.

Seconda parte. -"Che ne diresti di baciare me, ora?"- mi domanda la sensuale ospite della stanza numero 3.

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"Chiudi gli occhi, mio giovane e... nuovo Francis..." - continua quella voce soave e angelica. Deve essere il mio giorno fortunate - penso mentre chiudo gli occhi e avvicino le mia labbra sognanti alle sue...

"FRANCIS!! ECCOTI, FINALMENTE!"- esclama improvvisamente un uomo che irrompe in quella stanza d'albergo.
"Oh, Bernard, posso spiegarti tutto!" - dice la donna nella stanza.
"Francis, Francis, Francis... finalmente conosco il volto dell'uomo che ha rubato il cuore della mia consorte..." - dice lui mentre mi si avvicina pericolosamente.
"Lasciami parlare, Bernard!" - esclama lei.
"Resta lì, donna!" - ribatte l'uomo. Che continua ad avvicinarsi alla mia figura impaurita.
"Non ti facevo così, Francis... cioè, mi aspettavo un vero uomo, non un ragazzino! Tuttavia, non mi importa come sei fatto. Ed io sto per vendicarmi di due anni di tradimenti - Oh, mio giovane amico, ti prometto che, questo momento, non lo dimenticherai mai..." - dice lui sorridendomi ma non come si sorride alla persona che ami.
-"Ehm, signore, se posso permettermi... Io non sono Francis! Mi chiamo Diego, e lasci perdere la divisa..."
"Chiudi quella bocca, ragazzo! Hai commesso un grave errore a metterti contro di me e, ora, ne pagherai le conseguenze, stanne certo!" - mi dice lui e quelle parole non promettono nulla di buono, amici miei.
"Finalmente ti ho tra le mani... qui, proprio in questo albergo ed in questa stanza, la stessa dove mia moglie mi ha tradito per due anni. Lei che ha perso la testa per il fattorino Francis, insensibile ad un uomo che soffre, un uomo che sotto la corteccia rude nasconde un cuore ferito... mi hai fatto così male, Francis, mi hai fatto così male..." - dice quell'uomo la cui voce è resa stridula dal pianto.
-"Signore, mi dispiace davvero, e spero che il suo cuore si riprenda... ma questo è il mio primo giorno qui al Lallapuu, ed io mi chiamo Diego..."
"Basta parlare, ragazzo mio. È tempo di agire..." - dice lui che si scaraventa verso di me... ed io... chiudo gli occhi, preferisco non guardare finché...

"FRANCIS!!" - c'è qualcuno che urla nella stanza e mi è parso di sentire un rumore simile a quello di un sacco consistente che crolla sul pavimento... quando ho il coraggio di riaprire gli occhi, sono sorpreso di vedere Mister Lallapuu..

"DOVE ERI FINITO, FRANCIS?!" - continua lui. Poi, disteso sul pavimento non c'è un sacco ma il mio potenziale e sensibile assassin - giace lì, esanime, travolto dalla porta della stanza spalancata dal mio salvatore, Mr. Lallapuu!
"C'è un uomo a terra, Francis, cosa aspetti a tirarlo su? E lei, madame, sta bene? Ha bisogno di qualcosa? Sa, lui è il nuovo fattorino e deve imparare ancora molte cose di questo albergo..."

-"Mister Lallapuu, scusi un attimo..." - gli dico mentre raccolgo il mio cercapersone che vibra nella tasca. "Oh, secondo piano, stanza 202. Arrivo subito." - rispondo al cercapersone. "Mr. Lallapuu, madame... signor Bernard che giace esanime sul pavimento... vi chiedo scusa ma sono richiesto in un'altra stanza.." - dico loro mentre vado via.

Allora, secondo piano, l'ascensore è lì ma sarà meglio prendere le scale. La stanza 202, eccomi.
Toc Toc - busso timidamente.
"Prego, fattorino, accomodati" - mi dice una voce maschile. "Dai, entra, e fai in fretta" - continua lui.
-"Buongiorno, signore. Come posso esserle utile?" - dico lui un po' agitato. Sapete, dopo il primo incontro.
"Ho una moglie che viaggia spesso, mio giovane amico. Ho una moglie che sosta spesso a Milano, e sempre al Grand Hotel Lallapuu..Qualche giorno fa, rovistando tra le sue cianfrusaglie, ho scoperto questo biglietto..." - mi dice lui porgendomi tra le mani quel fogliettino di carta.

"A presto, amore mio... il tuo Francis..." - c'è scritto.

Finché m'accorgo che quell'uomo sta fissando il nome stampato sul taschino della mia divisa...
"Finalmente ci incontriamo, Francis...".

 

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By Daniele Scalese / City Life

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