Deve essere questo il posto                                                

Deve essere questo il posto - presumo mentre osservo quell'improbabile scritta rossastra sull'insegna bianca e luminosa - sì, deve essere questo, a giudicare da come si mette in mostra quella gente e da come si nasconde il mio Io.

Deve essere questo il posto - presumo mentre osservo quell'improbabile scritta rossastra sull'insegna bianca e luminosa - sì, deve essere questo, a giudicare da come si mette in mostra quella gente e da come si nasconde il mio Io.

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Già, lui avrebbe voluto essere altrove, ma lo si fa per scherzo, suvvia, lo si fa per gioco - non puoi sempre e solo indossare quella maschera di serietà, eh... non vorrai correre il rischio di diventare serio per davvero!

"Anche lei è qui per il provino?" - mi chiede all'ingresso un omone vestito in maniera opinabile mentre la sua abbronzatura accecante illumina il percorso che conduce alle segrete stanze - "sì, ma non lo dica troppo in giro" - gli chiedo cortesemente io mentre mi faccio largo tra Ego ipertrofici e aspiranti dive della Hollywood di serie Z. "Aspetti qui, allora" - mi ordina lui, e sarei un folle a dissentire da quello che ha stabilito la sua mascella ampia e squadrata. "Le va di concedere un'intervista?" - mi chiede improvvisamente un uomo apparentemente normale spuntato senza alcun preavviso - "Ehy, avrebbe dovuto avvertirtirmi! E, comunque, non avrei niente di interessante da dirle" - rispondo io mentre mi osservo in giro e capisco che ne avrebbero di cose da raccontare, gli altri...

"Da quanto tempo ci stai provando?" - mi domanda una ragazza dai capelli biondastri ed i tacchi molto più alti di me - "provare a fare cosa?" - controbatto, timidamente, io.
"Ad essere..."
Ok, deve essere questo il posto, deve esserlo per davvero - mentre me ne faccio una ragione, un uomo svesito in maniera opinabile giura di non essere qui per lo show ma di essere lui, lo show (chi l'avrebbe mai detto), e non mi sento molto a mio agio, adesso, ma suvvia, siamo qui per scherzo, siamo qui per gioco - mi ricorda il mio Io, e prima o poi tutto questo finirà mentre anche lui si prende gioco di me.

"Hey, lei con i jeans stretti e la faccia un po' così, venga dentro!" - esclama a muso duro il mascellone che fa la selezione all'ingresso.
-"Ok, se proprio devo." - gli rispondo cercando di non farmi sentire troppo mentre avanzo coraggiosamente in quella stanza schivando promesse di successo immediato ed elisir di eterna giovinezza gentilmente offerti dallo staff.

Lo so, avei dovuto evitare di cacciarmi in quella stramba avventura - penso mentre i termosifoni facilitano la mia sudorazione già accentuata da quella circostanza ed inaspettati scatti fotografici si abbattono sulla mia fisionomia impaurita che chiede pietà o quantomeno spiegazioni, "perché mi fate questo, ora?" - domando a quella gente, "perché fa parte della selezione" - risponde Miss Lory.

Eccola, finalmente... Miss Lory.
Eccomi qui, allora, davanti a quella donna dal tacco molto più sfrontato di me e l'odore dolciastro che, squaadrandomi ben bene, non concede sorrisi nè emozioni.
-"Lo sa che è un onore conoscerla?" - le dico.
"Lo so" - risponde lei.
-"Ora, tuttavia, le rivelo di non essere qui per il cast ma par parlarle a cuore aperto" - le confesso..." è da quando ho osservato la sua prima serie che ammiro la profondità dei suoi personaggi così dostoevskiani, ed amo il pathos delle sue scene più drammatiche, le sfumature volutamente Lynchiane e l'ironia tagliente dei dialoghi... oh, è così evidente come Quentin Tarantino si rifaccia a lei per i suoi monologhi" le dico mentre gli occhi di quella donna, finalmente, brillano, e le sue labbra si dischiudono mentre, all'improvviso, regala un sorriso così reale.

"Stai dicendo sul serio?" - domanda, emozionata, lei, finché i suoi occhi si caricano di lacrime cristalline come pietre preziose, credo siano autentiche, ed è proprio allora che capisco, senza alcun dubbio, che deve essere proprio questo il posto. In fondo, da Via Ripamonti ad Hollywood il passo è breve - almeno stando a ciò che sostiene la ragazza biondastra che mi confessa che lei proprio no, non ce la fa ad essere... ma che, volendo, posso aggiungerla su Facebook.

 

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By Daniele Scalese / City Life

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