La cimice                                                                  

C'è una cimice rossa che mi osserva da una paio d'ore ormai, lì, distesa sul pavimento- credo che mi solleverò dal divano e le chiederò di andare via (non sono di molta compagnia, oggi).

C'è una cimice rossa che mi osserva da una paio d'ore ormai, lì, distesa sul pavimento- credo che mi solleverò dal divano e le chiederò di andare via (non sono di molta compagnia, oggi).

 uomo-riflette-divano

Sollevarsi, già, ma non è certo così facile con la sola forza del pensiero - non sono certo Birdman, io... poi, quello specchio mi riflette anche oggi - devi proprio, eh? E quella faccia si gonfia mentre l'Ego si sgonfia - ma non dovrebbe essere il contrario per uno come me?

Quella cimice rossa mi osserva ancora, immobile, silenziosa, e da come mi guarda sembra si sia presa una cotta per me - anche lei, già. Farai come le altre o sbaglio? Siamo alle solite, non è vero? Resterai qui con me, un paio d'ore massimo tre, e poi troverai il modo di andare via...

Anch'io vorrei essere come te ed essere amato da tutte le donne che amano te - mi scrive ora su Facebook uno dei miei più cari amici (non è potuto venire perché è a casa con qualcuno che, con lui, ha deciso di restare), e vorrei spiegargli di come non sia semplice, così, sospeso tra il tutto e il niente, a guardare film senza poterne discutere e a scrivere righe su fogli di word che faranno soltanto ingelosire una donna invece dell'altra finché entrambe dimenticheranno quelle parole.
Le donne, già, ancora loro. Ieri ne ho conosciuta una bellissima, finché lei m'ha detto di dover tornare a casa, "c'è il mio compagno che mi aspetta e l'avevo quasi dimenticato, il compagno... mi succede spesso, non prenderla sul personale" - m'ha rivelato prima di baciarmi su una guancia come si fa coi bambini. E non è stato certo molto confortante, per questo bambino che vi scrive, dopo aver già scoperto che la donna che ama sta per sposarsi e no, spiacente - non credo che abbia intenzione di farlo con me (a meno che me non l'abbia comunicato su whatsapp - in fondo io detesto quell'applicazione e magari mi è sfuggito).
La verità è che, in fondo, forse mi sento un po' solo e un po' tanto incompreso, e alla fine sarò così annoiato che rischierò di sposare me stesso, -"Oh, può baciare la sposo"- dirà il Padre mentre gli ospiti avranno un po' da ridire sull'abito della sposa. Vabbè, dettagli, gli stessi dettagli che si ripetono giornalmente nei gesti e nelle consuetudini: "buongiorno, sono così felice di vederti - buonanotte, sono così felice di averti incontrato - è stato bello, addio."

Ecco il solito piagnucolone- scrive una follower su Twitter, e forse hai ragione, baby, perché, in fondo, è anche un po' colpa mia se le cose vanno così.. sono il supereroe più ingestibile della città, ho la forza di inseguire chiunque ma non ho il coraggio di chiedere a qualcuno di restare. Vorrei potermi sollevare e spiccare il volo, ora, ma conservo le ali imballate in quello scatolone grigio perché forse non è ancora il momento - forse avrei bisogno di una spiaggia, ora, ma credo stia per piovere e il mare è così distante, emotivamente, da quello che sono oggi, mentre quella cimice rossa mi osserva ancora, e credo che almeno per stanotte la lascerò restare.
Almeno, sono sicuro che lei non andrà via.

 

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By Daniele / City Life

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