Quel piccolo ragno insignificante                              

Non ho paura della solitudine se non a tratti, né della verità o delle notte, ma ho terribilmente paura dei ragni. Sì, lo so, può sembrare inconsueto, ma ho davvero paura di loro.

Non ho paura della solitudine se non a tratti, né della verità o delle notte, ma ho terribilmente paura dei ragni. Sì, lo so, può sembrare inconsueto, ma ho davvero paura di loro.

notte-milano
Te ne parlo ora, paranoicamente al telefono, perché ne è entrato uno in casa. Vorrei dormire, ora, ho avuto una giornata strana, oggi, finché quel ragno è apparso in casa mia. Mi fissa, lui, un piccolo ragno insignificante che si prende gioco di me, nel mio appartamento - da non credere! Con quel corpicino paffuto, lui mi terrorizza un po' come l'idea che la gente si dimentichi di me. Ho il timore che tu lo faccia con me – dimenticarmi - te ne parlo timidamente mentre quel ragno si solleva sulle pareti, sale verso il soffitto bianco poco distante dalla finestra, "tranquillo, amico, non uscirò di qui prima di averti visto tremare... anche perché io, stanotte, non ho sonno..." - sì, te lo giuro, baby, quel ragno mi sta minacciando mentre cerco di capire le sue intenzioni insieme alle tue ma metto in discussione l'idea di averne le capacità.
No, non è così che dovevano andare le cose, non è così che avrebbero dovuto scrivere questa stramba sceneggiatura - avrei voluto trascorrere una serata con te, parlarti, ascoltare tutto ciò che non mi dici, e invece arriva lui, il ragno, che attira tutte le attenzioni in un colpo solo - vedi un po' la vita!
"Hey, mister, con tutte le case che potevi visitare, con tutte le notti che potevi scegliere, hai voluto proprio comportarti in questo modo, eh?" - dico a quel ragno e lui sembra ascoltarmi - almeno lui - mentre improvvisamente scivola dalla parete fin sul pavimento - corre velocemente verso la mia figura paralizzata ed io... chiudo gli occhi in attesa di qualcosa, inizio a pregare finché mi ricordo di non essere credente...
Poi, dopo qualche istante, trovo il coraggio di riaprire quegli occhi... se hai bisogno di un uomo coraggioso, al tuo fianco, beh, a mio modo lo sono anch'io, cara - ti parlo ancora mentre quell'ospite peloso è desaparecido, magari è andato via, magari si è intenerito... Oh, finalmente posso calmarmi, e dirti come stanno le cose, che ho bisogno di incontrare una persona come te ma di temere di essere troppo distratto ed egocentrico per volerla per davvero.
Ho il terrore di non riuscirti ad aspettare, la paura di incontrare qualcun altro che mi lasci dimenticare te.
Poi, qualcosa che si muove, un rumore impercettibile - arriva dalla mia scarpa di tela... è ancora lui, quel tenacissimo ragno che si affaccia da quel tessuto, mi sorride e svanisce dentro quel modello numero 43... Sei in trappola, amico - non mi resta che raccogliere quella scarpa e posarla fuori dalla finestra - "arrivo subito" - ti dico al telefono mentre mi chino sul pavimento ma, ingenuamente, perdo l'equilibrio e scivolo dentro la scarpa! Perfetto, sono dentro una scarpa di H&M, ora! Oh, sarà fantastico raccontarti questa storia, una volta uscito da qui... perché ce la farò ad uscire da qui, vero?..
In quel posto, non posso che proseguire lungo quel corridoio stretto e umido - non trovo l'uscita ma prima o poi lei s'intravederà, sì, sono sicuro che alla fine del tunnel quell'uscita comparirà, finché, d'un tratto, avverto quella presenza terrificante a pochi passi da quello che resta di me...

"Hey, amico, hai intenzione di fissarmi tutto il tempo?" - esclama, sdegnato, il ragno.

Io, immobile, vorrei indietreggiare ma sono davvero troppo impaurito per farlo. Finché, il ragno, tende in avanti una di quelle sue zampette e, seccato, mi mostra una direzione. "Devi andare lì, proseguire lungo quella via - per l'uscita è sempre dritto, non puoi sbagliare! Ora, amico, però smamma che la tv dà Spiderman di Sam Raimi... sai, ho recitato come comparsa..." - dice il ragno.
-"Ma... non hai intenzione di farmi del male?" - gli domando timoroso.
"Ma dico, cosa hai in mente? Ho deciso di trascorrere la notte qui solo perché la finestra della vicina, per una volta, era serrata! Non te la prendere, amico, ma ogni notte preferisco dormire al suo fianco piuttosto che con te..."
-"Posso capire, sì" - rispondo a quel ragno accigliato.
"Bravo, sei meno stupido di quanto sospettassi. Ora, però, la via la conosci. Adios, caro..." - dice lui mentre mi osserva ancora.
Velocemente, mi allontano da quel posto, percorro il corridoio finché, alla fine, ecco l'insegna "Exit" - finché sono fuori dalla scarpa.

Ancora scosso, raccolgo il telefono - tu sei ancora qui - "Non hai idea di dove si fosse cacciato quel ragno e non puoi immaginare dove sia finito io... E' una lunga storia, ma l'aspetto incredibile è che..." - finché m'interrompi dicendo che devi andare. Ok, va'.

Volevo solo dirti che, improvvisamente, credo di non aver più paura di lui, del ragno, di non aver più paura della mia paura - e' bastato guardarla in faccia e affrontarla!!

Cosa accadrebbe se facessimo lo stesso con le tue?
Insieme.

 

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By Daniele Scalese / City Life

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