Una poesia, la città                                                                  

"Una poesia è una città piena di strade e tombini, piena di santi, eroi, mendicanti, pazzi, piena di banalità e di roba da bere, piena di pioggia e di tuono e di periodi di siccità... Una poesia è questa città adesso, 50 miglia dal nulla, le 9:09 del mattino, il gusto del liquore e delle sigarette, né poliziotti né innamorati che passeggiano per le strade."

"Una poesia è una città piena di strade e tombini, piena di santi, eroi, mendicanti, pazzi, piena di banalità e di roba da bere, piena di pioggia e di tuono e di periodi di siccità... Una poesia è questa città adesso, 50 miglia dal nulla, le 9:09 del mattino, il gusto del liquore e delle sigarette, né poliziotti né innamorati che passeggiano per le strade."

 

nuvole-cielo

Le parole del vecchio Buk riecheggiano nella mia mente mentre ondeggio su e giù per questa vi(t)a e per un'altra volta ancora - qui, nella città, dove ne ho viste di storie ma ne ho ancora di sentieri da attraversare. Poi, il caro, amato cinema di 5 Giornate, quell'insegna in bella mostra, un film, "Youth". Vorrei entrare in quel posto ma qualcosa mi frena - una sensazione, un ricordo - io e te, fianco a fianco, prima di smarrire la nostra grande Bellezza.
Le cose belle promettono, luccicanti, di durare in eterno, ma poche volte possono farlo realmente - noi due ci stavamo smarrendo ma i nostri occhi si cercavano ancora. "Spesso tendi a confondere l'amore con l'ammirazione" - mi dicesti. "A volte, ho timore di non poter apprezzare la bellezza che è in tutto quello che ci circonda - strade, animi, marciapiedi"- ti risposi mentre i tuoi occhi, guardandomi, risplendevano di nero. Finalmente ho capito - finalmente ho compreso la mia paura più grande: "Non ho paura della morte ma ho paura dell'amore." - ti dissi all'improvviso. L'amore, già, non sottovalurare mai le sue conseguenze - ti dicevo mentre ti stavo perdendo, me ne accorgevo ma non potevo evitarlo.
"Se non avessi paura, cosa ti piacerebbe farmi?" - mi chiedesti, allora, tu.
"Ti strapperei gli occhi dal cranio..." - risposi io sicuro. "Li infilerei nel mio cranio, e darei un'occhiata in giro così da vedere la strada allo stesso modo in cui la vedevo alla tua età."

Parole - tuttavia non restavano che loro. Il resto era pronto a svanire, a precipitare giù, definitivamente.

Lentamente, tra noi, arrivò la notte. Insieme alle sue domande, insieme alle sue inevitabili risposte - ed ai fiammiferi. Tre ad essere precisi. "Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte. Il primo per vederti tutto il viso. Il secondo per vederti gli occhi. L'ultimo per vedere la tua bocca. E tutto il buio per ricordarmi queste cose mentre ti stringo fra le braccia." - diceva quell'inchiostro rosso inciso su comunissima carta bianca. Lei proveniva da te e questo la rendeva così preziosa.
E l'avrei fatto ancora, giuro che l'avrei fatto - stringerti tra le mie braccia in quei pomeriggi d'autunno - i nostri - in quelle giornate di pioggia che ci costringevano a restare, in quegli abbracci destinati a rimanere nonostante il tempo avrebbe poi provato a sgretolarli. Ma no, ormai era troppo tardi per tornare indietro, era troppo tardi per amarci, di nuovo.
Fu l'ultima notte, allora, quando nel tuo letto eravamo in tre: tu io la luna.

L'ultima volta del "noi" prima che i sentieri diventasseri paralleli, prima che le vecchie prospettive potessero lasciare spazio a nuove idee, e che sentimenti apparentemente inviolabili potessero andare dimenticati.
Restava un'unica possibilità - quella di ricominciare di nuovo, quella di ricominciare lontani.
L'abbiamo fatto, ci siamo allontanati.

Eppure, non tutto è perduto.
L'ho capito solo adesso, ma l'ho fatto. Perché nonostante i vuoti, nonostante i silenzi, la grande Bellezza resta davvero. Restano i ricordi, restano le sensazioni e le carezze all'animo, nonostante si possa essere distanti, ora, mentre io cammino per questa città, attraverso questa vita millemiglia lontano da te che tuttavia non m'impedisce di sentirti ancora, mentre la notte è svanita da un pezzo e tu risplendi, chissà dove, insieme all'alba di una mattina di inizio estate - sì, tu risplendi, e quella luce io l'avverto ancora.

Forse, ci si può smarrire senza perdersi mai.
Buon cammino, ovunque tu sia, qualunque strada tu stia attraversando.

 

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By Daniele Scalese / City Life

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