Fine (seconda parte)                                                            

-"Ehm, madame..." - dico a quella donna che mi trascina delicatamente per il braccio destro.
Poi il silenzio, solo il rumore dei nostri passi sul pavimento, solo il rumore dell'animo che vola via da questa Vita.

-"Ehm, madame..." - dico a quella donna che mi trascina delicatamente per il braccio destro.
Poi il silenzio, solo il rumore dei nostri passi sul pavimento, solo il rumore dell'animo che vola via da questa Vita.

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-"Madame, vorrei farle un paio di domande..."- dico alla donna dal volto ricoperto dal nero e l'andatura decisa.

"Dimmi..."- risponde, sorprendentemente, lei.

-"Guardi, credo di essere un individuo abbastanza sveglio e sospetto di trovarmi in una specie di limbo, un tramite tra Vita e Non- Vita..."- le dico timidamente.
"Sei perspicace..."
-"Oh, lei mi lusinga ... ma, madame, credo ci sia stato un errore, un malinteso..."- insisto io mentre insieme continuiamo a camminare lungo quel corridoio esteso, mentre continuiamo ad ondeggiare verso quella luce intensa.
"Mi spiace deluderti ma questa l'ho già sentita. Sai, svolgo questo lavoro da circa 5 milioni di anni e sono abbastanza abituata a queste considerazioni..."- risponde lei.
-"Madame, mi permetta la domanda... scusi se sono un po' invadente ma lei è... lei è... La MORTE?"
"Te l'ho detto che sei perspicace..."

Ok. Mantieni il controllo. Non può finire così.
-"Le ripeto, ci deve essere un errore....non può andare così, ora che la mia vita ha un senso, ora che mi sento parte del mondo, ora che sto scrivendo un libro!"
"Già, il libro...l'ho letto...carino!"

-"Ma quel libro non l'ho ancora finito!!"

Dopo quelle parole, la donna interrompe il suo passo- "cosa hai detto?"- domanda lei sorpresa.
-"Che quel libro, io, non l'ho ancora finito..e quindi lei non puo' averlo letto..."
"Ok, forse è accaduto quello che non doveva accadere."- risponde lei mentre estrae un cerca-persone dalla tasca (evidentemente, i cellulari qui non prendono).

"Hey, capo, abbiamo un codice 7...mm...già...proprio il 7...mmm...ok, ok, arriviamo..."- lei chiude la conversazione e -"seguimi!"- mi dice mentre si volta sulla destra e, sorprendentemente, un nuovo varco si apre davanti a noi. Abbiamo un nuovo corridoio da percorrere finché appare quell'ufficio in lontananza, "SALA RECLAMI" - dice quell'insegna.

"Vieni, entra con me!"- insiste quella donna ed io la seguo mentre all'interno c'è un uomo, molto giovane e sorpreso di vederci..."mmm madame, ci sono problemi?"- le chiede lui.

"Giovanni...hai controllato perfettamente la sua scheda?"- gli domanda.
..."mmm sì, credo..." - risponde titubante lui.
"Giovanni, ripeto...hai controllato perfettamente la sua scheda?!"- insiste lei.
"La ricontrollo ora."-obbedisce lui.
"Aspettami fuori, ora."- mi dice quella donna. Ok.

Dopo qualche minuto, lei riappare, sempre vestita di nero, sempre col volto celato. "Sei Dannyboy, nato 27 anni fa, innamorato centinaia di volte e innamorato della Vita?"
-"Sì, sono proprio io ..."
"Ok... Giovanni è nuovo qui. Sai, abbiamo mandato via l'altro stagista e Giovanni...devi scusarlo, ha confuso la data della tua dipartita...sai, sono ragazzi, vanno compresi... perdonalo.."
-"E quindi, vuol dire che continuerò a vivere?!"- esclamo mentre abbraccio quella donna finché, improvvisamente, scorgo il suo volto, la chioma bionda, quegli occhi verdi..."non avrei mai pensato che tu fossi così bella..."
Lei, La Morte, arrossisce. E vorrei baciarla per quanto è bella ma lei si ricompone- "Dannyboy, l'Ufficio Aldilà le porge le sue più umili scuse. E le chiede di andare, ora."- mi dice.

-"Ma quando ci rivedremo, io e te?"- le domando. Finché lei sorride.

Poi, ascolto la consistenza di alcune mani sul mio volto, il sapore della vita sul mio animo.
"Sei vivo, sei vivo!"- esclama tutta quella gente radunata nel mio appartamento.
"Sei vivo..."- esclama la mia sorellina mentre mi abbraccia calorosamente.
-"Sì, lo sono...Non sono mai stato così vivo... "- le dico..."ah, credo anche che la Morte si sia presa una cotta per me..."
"Cosa?!"

Oh, Cri, non importa... ma, magari, un giorno ti racconterò...

 

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By Daniele Scalese / City Life

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