Presentatore kitsch                              

Sono un presentatore kitsch, vesto giacche demodé,conduco talk show, ascolto Mozart, Baustelle e Loredana Bertè, tingo i baffi di nero intenso e nascondo da vent'anni i ciuffi bianchi, nonostante dicessero mi rendessero più saggio

-quelle persone mentivano-tingo il cuore di rosso e nascondo da vent'anni i vuoti nella mia vita, nonostante dicessero fosse meravigliosa

-quelle persone non sapevano quello che dicevano.

Sono un presentatore kitsch, vesto giacche demodé,conduco talk show, ascolto Mozart, Baustelle e Loredana Bertè, tingo i baffi di nero intenso e nascondo da vent'anni i ciuffi bianchi, nonostante dicessero mi rendessero più saggio

-quelle persone mentivano-tingo il cuore di rosso e nascondo da vent'anni i vuoti nella mia vita, nonostante dicessero fosse meravigliosa

-quelle persone non sapevano quello che dicevano.

 

2015-07-31-presentatore-45260767-aSono un presentatore kitsch, incontro starlette, illudo giovani sognatori,
trasmetto 5 giorni su 7 ed i restanti due svanisco, nell'etere, nel sogno, diretto verso distese di mare aperto, oceani che fluttuano, in volo verso una luna mai così distante.
Da quando ho superato i 40 ho timore di scoprire il vero numero dei miei anni,
da quando ho superato i 40 ho timore di scoprire le vere cicatrici nel mio animo,
e sono da così tanto tempo in tv da farne parte della sua essenza
-respiro con lei, dormo con lei, e quando la spegnete beh, spegnete anche me
(Fatelo, vi prego...)

"No, li non voglio entrare, io nella vita non vorrò mai presentare"- diceva la mia voce flebile e impaurita il mio primo giorno di conduzione, in uno studio antico che non c'è più di una Milano svanita che non tornerà più, mentre la signorina alla tv annunciava il cambio di conduzione, mentre la mia prima moglie mi annunciava il divorzio e l'affidamento di Lorenzo, "hai tutto il tempo per farne un altro"- diceva lei.

Sono un presentatore kitsch, ho intrattenuto icone, santi, rockstar e impostori,
viaggiato nel mondo alla ricerca di scoop quando dovevo solo cercare me stesso,
conosciuto stilisti, amato stiliste, amato me stesso, perduto me stesso, per poi ritrovarmi un po' qua un po' là tra Shangai e Bangkok, mentre il capitalismo illudeva noi romantici e il trucco copriva le occhiaie della mia anima.

Sono un presentatore kitsch, vi mostro le mie false verità tutte le sere, tutti i Natale e persino ad agosto- non esiste vacanza, per quelli come me-
sono il re delle occasioni svanite,
il principe delle ambizioni lasciate andare,
possiedo un eccentrico resort che ha conosciuto troppi corpi e pochi cuori,
ho tre Lamborghini di cui non ne comprendo l'utilità,
una donna delle pulizie che rovista nella mia biancheria alla ricerca della mia dignità (in vent'anni non ne ha mai trovato un briciolo!)

A volte mi manca la gioventù, poi ricordo di non averne mai vissuta una,
papà ci abbandonò per una donna molto più giovane e furba di lui,
la mamma divenne mamma, papà, fratello e sorella,
finché scordò di essere una mamma,
io volevo diventare scrittore ma non avevo talento- dicevano,
"diventerai un grande presentatore"- dicevano bene se non fosse stato per quel grande.

Ho amato più libri che donne, messo da parte più sogni che abiti, la mia ambizione è quella di fuggire, altrove, distante dalle luci e dai riflettori, dalle attenzioni smodate e dalla paura di essere ricordato in questo modo, con questi baffi tinti di nero ed i ciuffi bianchi nascosti pateticamente, mentre il trucco copre le occhiaie del cuore ed io sono troppo vile per cambiare le cose.

Ora, però, con la sigaretta che muore tra le mie labbra, debbo andare- ho uno show da condurre, il niente da proporre. È stato un piacere potervi parlare, anche se solo per questi pochi istanti.

Ricordate, però, che a volte, il colore dell'oro potrebbe non essere autentico.
Mi congedo, è tempo di apparire e rinunciare ad essere.

"Signori e signori, diamo il nostro benvenuto al nostro incredibile presentatore: l'unico, inimitabile, Mr..."

 

 

 

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By Daniele Scalese / City Life

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