Izabella e la poesia

Izabella approccia la carta con misticismo, come una portavoce encomiabile, committente di realtà variegate, perdendosi nella vertigine di sentimenti che, come un'alchimista, trasmuta in una lirica d'oro.

Izabella approccia la carta con misticismo, come una portavoce encomiabile, committente di realtà variegate, perdendosi nella vertigine di sentimenti che, come un'alchimista, trasmuta in una lirica d'oro.

2016-04-21-izabella-aPoetessa pluripremiata a livello Nazionale ed Internazionale, ci racconta che è nata a Poznań, nella fiabesca Polonia, conseguendo nella via della sua esistenza la laurea in pianoforte, all'Accademia di Musica I. J. Paderewski. Creativamente operosa, a Milano sin dal 2001, riversa il suo fervore artistico nel teatro, nella musica, nella letteratura e nell'arte; insegna pianoforte, è interprete e traduttrice, promotrice e conduttrice d'eventi culturali, autrice di prefazioni a silloge e produzioni narrative. Sul dominio WordPress cura una rubrica culturale dal titolo "I dieci passi con..." ed è prossima la pubblicazione della sua settima raccolta di liriche contemporanee "Gli espulsi dall'Eden".

Vi citiamo un paio di composizioni impattuali:

#1 Post Mortem (per la Shoah): Le salme non hanno più voce soltanto gli occhi scavati, gli sguardi sospesi lontano sul confine della nostra memoria. / Richiamano al buio l'umane coscienze sepolte nella polvere e dimenticanza, non danno più colpe ai peccatori maledetti dal mondo, senza perdono. / Attendono l'eterne preghiere. (Tratto dell'antologia "Mai più " per il Giorno della Memoria, 2016).

#2 Maria Maddalena: Mia madre m'ha venduta. / Fanciulla paffuta, ancora grezza, per i sacchi di grano ha tradito purezza, per sfamare i cuccioli aggrappati al grembo. / Ha pianto di notte sazia di vergogna. / Mi hanno comprata, deflorata, bestemmiata, al mercato dei corpi dagli sputi umiliata, svuotata, riempita di ogni sporcizia, derisa, annientata con pungente malizia. / Mi hanno buttata nel limbo del mondo tra gli artigli sporgenti di potente lussuria, scarnata di notte nei tempi segreti, marionetta sfruttata dai loro piaceri. / Ora vendo me stessa per donare speranza a quel fresco germoglio nel peccato nascente, per proteggere le albe del suo futuro sopporto le fiamme di questo inferno. / Lapidatemi, uccidendo un urlo del mio dolore! (Tratto dal "Trittico sulla prostituzione" dalla silloge "Peccati" Antologica Atelier Edizioni 2015, Premio Speciale della Giuria al XXVIII Concorso Premio Letterario La Mole di Torino 2015.)

Questa, invece, è l'intervista di MIME:

  • Le poesie che hai selezionato in che modo ti rappresentano? Hanno un significato preciso per te?

Innanzitutto grazie per avermi invitata. La mia scrittura è sempre stata una "catarsi dell'anima", non è mai sdolcinata, anzi, nei miei versi vorrei donare la voce ai muti e toccare le piaghe della società contemporanea: il femminicidio, la disuguaglianza, l'immigrazione, la prostituzione e l'omofobia, tutti tabù negati e spesso oscurati. Non scrivo d'amore oppure lo faccio piuttosto raramente: la mia "arte" è piena delle lacrime e del dolore dell'umanità, poiché tratta le tematiche sociali molto spinose e vari argomenti tristi della nostra esistenza, costellati di grande sofferenza. Nella prefazione di una delle mie sillogi a cura di Lucia Lanza, le mie liriche sono state descritte come "l'urlo e la preghiera " e credo che sia la descrizione più indovinata che abbiano mai ricevuto. Vorrei far riflettere e scuotere la coscienza di chi legge i miei pensieri.

  • Quando hai abbracciato la poesia?

È stato un lungo e burrascoso percorso. Le prime "prove letterarie" sfiorano l'età molto acerba della scuola elementare, periodo nel quale ho scritto alcuni racconti nella mia lingua madre, il polacco, con la quale esprimevo soprattutto i turbamenti dell'adolescenza con i primi amori segreti. Poi con il passare del tempo la scrittura è finita nel cassetto, lontano da sguardi estranei, per un lungo periodo mi sono dedicata soprattutto al lavoro e alle varie attività legate al campo della musica, mentre la poesia riposava in un lungo letargo attendendo tempi migliori. Tre anni fa ho avuto un incidente alla mano sinistra, cosa che per una pianista significa la condanna alla "disabilità" permanente; questo sconvolgente avvenimento ha scatenato in me una vera tempesta d'emozioni, di rabbia e disperazione, ma mi ha spinto a tornare alla scrittura, stavolta in italiano per me lingua "adottiva" ed estremamente cara al mio cuore provato.

  • Nei tuoi versi vi è qualche impronta delle tue origini?

Mi sento soprattutto una cittadina europea, non credo di scrivere diversamente dagli italiani, dai francesi oppure dagli inglesi. L'arte non conosce differenze di origine né di fede e nemmeno di colore della pelle. Quello che conta è la passione e la voglia di esprimere liberamente la propria visione artistica per poter trasmettere le emozioni al lettore. Però se dovessi per forza indicare un'impronta delle origini nel mio poetare sceglierei "la malinconia, la riflessione e l'introspezione", caratteristiche dei popoli del Nord.

  • Hai qualche evento in programma questa primavera?

Svolgo un'attività culturale piuttosto ricca partecipando a numerosi reading di poesie e, soprattutto, organizzando e conducendo un ciclo di incontri letterari dal titolo "Verseggiando sotto gli astri di Milano", patrocinato dal Centro di Ricerca e Formazione Scientifica CERIFOS di Milano. In questo periodo sono anche in corso le selezioni per la 5° edizione del programma dedicata alla "Nave di Ulisse". Oltre alla poesia mi occupo anche di giornalismo online, conducendo su WordPress una rubrica culturale dal titolo "I dieci passi con...", interviste con i personaggi del mondo dello spettacolo. Non mi fermo mai! La staticità mi ucciderebbe.

  • Aggiorni una Fanpage dove è possibile leggerti?

Pubblico su vari blog letterari e giornalistici, comunque consiglio sempre di seguirmi su:
Wordpress oppure Facebook.

  • La tematica che ti sta maggiormente a cuore?

Ho già risposto parzialmente a questa domanda: quella sociale, senza inutili fronzoli e mai sdolcinata. La tematica senza tabù, quella che tocca ogni sfaccettatura dell'umana esistenza spesso crudele e piena di varie ingiustizie. Nella mia scrittura parlo spesso anche del nostro svanire, della vecchiaia. L'amore? Lo descrivo piuttosto in black, molto passionale ma segnato da grande malinconia.

  • Nella genesi di una poesia prevale l'istinto o la premeditazione?

La scrittura è un impulso, un fulmine che percorre l'intelletto ed il corpo e stimola alla scrittura. Sono istintiva e scrivo di getto, spesso ispirata a qualche fuggente sensazione come un'immagine, una parola oppure un brivido sulla pelle. Il mio poetare non è mai programmato né premeditato ma nasce spontaneamente da una carezza della Musa.

  • Sogni nel cassetto?

Sto rispolverando tutti i miei vecchi sogni nel cassetto rendendoli reali, ahah. Scherzi a parte, vorrei continuare ad emozionare i lettori con i miei versi e non perdere mai l'ispirazione. Tengo tantissimo anche al ciclo "Verseggiando sotto gli astri di Milano " e alla rubrica "I dieci passi con ", desidero far crescere questi progetti per creare due punti di riferimento e di condivisione culturale per gli artisti e gli scrittori dei nostri difficili tempi. Spero di farcela! Memento audere semper.

 

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By Alka Badea / MIME Passion

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