Blue Jasmine: la favola di una donna simbolo di un’epoca

Quasi cinquanta film alle spalle, una carriera cinematografica densa di riflessioni, ironia e stile: parliamo di Woody Allen, ancora protagonista con Blue Jasmine, la commedia tragicomica di una snob in declino.

Quasi cinquanta film alle spalle, una carriera cinematografica densa di riflessioni, ironia e stile: parliamo di Woody Allen, ancora protagonista con Blue Jasmine, la commedia tragicomica di una snob in declino.

Diretta nel 2013 e interpretata da Cate Blanchett, Sally Hawkins e Alec Baldwin, Blue Jasmine è una favola disincantata ruota attorno a Jasmine, snob newyorkese viziata dal marito Hal, uomo d’affari che, arrestato per truffa, la priva di affetti e patrimonio. Munita di antidepressivi, la donna si trasferisce a San Francisco dalla sorellastra Ginger (una modesta commessa), dovendo convivere con la realtà umile che aveva sempre rifuggito. MIME Club: un sogno sulla pelle -->

Articoo jasmine

La società dell’apparenza

C’è un messaggio che traspare limpidamente da Blue Jasmine: il buon vecchio Woody è tutt’altro che ad un passo dal pensionamento. Mantenendo intatto il mix di stile e arguzia, Allen rivela quanto possa essere tragicomica la nostra vita e, ricorrendo alle sfumature da commedia, gradualmente vira verso riflessioni molto meno confortanti. Sotto lo sguardo disincantato di Woody finisce la crisi morale della società benestante: è evidente che il disagio della protagonista simboleggi la decadenza di una classe che si nutre di ipocrisie e falsi perbenismi. L’analisi di Allen tuttavia è di ampia gittata, e l’autore, evitando riflessioni popolari, in Blue Jasmine dimostra come nessuno, sia esso uno snob o una scialba commessa di supermarket, sia immune da errori e cadute.

Una grandiosa Blanchett

Personificazione di una classe in declino diventa quella donna che ha barattato lo status sociale con la propria coscienza, Jasmine. Che è un personaggio gigantesco, per maturità di scrittura e performance interpretativa di una grandiosa Cate Blanchett, protagonista tragica che, aggrappata alla irrinunciabile condizione sociale, non vuole adattarsi al presente. Per la donna la posizione nell’alta società è tutto, a tal punto di fingere di non vedere i tradimenti di Hal o di non rinunciare al lusso nonostante il conto azzerato. La straordinarietà di Allen risiede nel non infierire su quella figura disarmata: l’autore, al contrario, non nasconde la sua comprensione. Se già alcuni cineasti avevano insistito sulla pochezza morale di un certo tipo di figura (la snob senza valori), soltanto Allen poteva adottare una chiave di lettura paradossalmente in grado di generare empatia tra Jasmine e lo spettatore. E mentre il dramma si va lentamente evidenziando, Allen conserva intatta la sua inimitabile leggerezza di narrazione. Blue Jasmine si impone nella sua amarezza disillusa, ma restando vivace nel ritmo e nei dialoghi taglienti, dimostrando quanto sia consapevole lo sguardo del regista sulla società e, soprattutto, quanto sia cinicamente veritiero.

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By Daniele / Arte

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