Manhattan: Woody Allen e le relazioni tra uomo e donna

Ironico, sottile, disincantato: è il cinema di Woody Allen, che riadattando lo stile della commedia ha regalato pellicole come l’intramontabile Manhattan, autentica dichiarazione d’amore alla sua New York.

Ironico, sottile, disincantato: è il cinema di Woody Allen, che riadattando lo stile della commedia ha regalato pellicole come l’intramontabile Manhattan, autentica dichiarazione d’amore alla sua New York.

Diretta nel 1979 e poeticamente ritratta in bianco e nero, Manhattan è una delle opere più intime del Allen, che analizza le contraddizioni e le sfumature insite nella relazione uomo-donna.

Articoo manhattam

Amori, divorzi e tradimenti

Nel film, interpretato dallo stesso Allen e Diane Keaton, Michael Murphy, Maryl Streep e Mariel Hemingway, Isaac è un autore televisivo che frequenta la giovane Tracy pur convivendo con lo spettro dell’ex matrimonio. Il suo migliore amico ha una relazione extraconiugale con la divorziata Emily: quando Isaac e Emily si conoscono, il feeling è immediato, ma entrambi devono vincere uno scetticismo che ne frena ogni impulso emotivo. MIME Club: emozionati con noi -->

Due sognatori disincantati

C’è tanto di Woody Allen in Manhattan, film che disimpegnandosi egregiamente tra commedia e dramma, brilla per le sue riflessioni. L’autore accosta una parte della città ai due “sognatori disincantati” che la vivono: la frenesia della metropoli si è riversata nelle relazioni umane, ma anche la città che non si ferma mai cela un angolo incurante delle tendenze dell’era contemporanea. Manhattan non è soltanto traffico e affari, ma anche grattacieli da ammirare col fiato sospeso o ponti da cartolina. Isaac e Emily sono assorbiti da quella parte di città che ne conserva intatta l’autenticità, ma tuttavia, per quanto quel sogno possa essere affascinante, prima o poi riaffioreranno i dubbi di sempre: è come se la vita, dopo un’escursione al di là dei limiti tracciati, avverta la necessità di rientrare all’interno dei confini che si auto-impone.

Ironia e consapevolezza

Sotto la patina spensierata, Manhattan parla di illusioni che si scontrano con la realtà. Lo fa con grande consapevolezza, chiarendo come gli individui abbiano il timore della solitudine o quanto il passato influenzi le decisioni future. Spesso, per mancanza di coraggio, l’uomo abbandonerà i suoi sogni più folli, scegliendo la soluzione meno rischiosa e tuttavia rinunciando alla felicità. L’analisi di Allen è cinica ma matura, e l’autore ricorre in maniera più sfumata del solito agli scambi di opinioni esilaranti e alle gag per conferire più rigore alla storia in sé. Pur non rinunciando a qualche battuta arguta, egli dà più importanza all’aspetto introspettivo, rivelando in maniera veritiera personaggi egocentrici ed insicuri. Inoltre, realizzando riprese ammalianti della città che ama, conferisce ampio spazio al lato visivo, punto di forza di un film insieme suggestivamente romantico ma intimamente spietato: soltanto Allen poteva riuscire a far convivere due aspetti così stridenti.

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By Daniele Scalese / Arte

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