La grande bellezza: successo italiano che scava nella crisi morale di Roma

Un uomo padroneggia la notte circondato da donne avvenenti e fiumi di alcool: si chiama Jep Gambardella, ed è l'icona della città che l'ha trasformato in quel modo

Un uomo padroneggia la notte circondato da donne avvenenti e fiumi di alcool: si chiama Jep Gambardella, ed è l'icona della città che l'ha trasformato in quel modo

La Grande Bellezza Articolo

Le notti della capitale

Incensato dalla critica internazionale, pluripremiato all'interno delle principali kermesse cinematografiche, La grande bellezza è il film che, 15 anni dopo, ha riportato il premio Oscar in Italia. Ispirato dal cinema del maestro Fellini, Paolo Sorrentino concepisce un film grandioso, elegante, emotivo e feroce allo stesso tempo. Realizzata nel 2013 ed interpretata da Toni Servillo, Carlo Verdone e Sabrina Ferilli, la pellicola è ambientata nella Roma della mondanità e dei vizi neanche troppo nascosti. Delle notti dissolute della capitale si nutre Jep Gambardella, giornalista di spettacolo divenuto celebre per un romanzo scritto in passato. Ed è proprio il passato e i ricordi che questo lascia affiorare a scuotere un uomo che, dopo aver trascorso anni interi nella vacuità, si chiede se è troppo tardi per ricominciare a vivere realmente. E mentre le feste continueranno a colorare le sue notti, mentre le amanti insisteranno nel bussare alla sua porta, Jep avvertirà la necessità di fermarsi, pensare, e scrivere nuovamente. MIME Club: irrefrenabili nelle sorprese -->

La Roma degli eccessi e dell'ostentazione

La grande bellezza è un film possente, un'opera che apre discussioni su una città e chi l'ha condotta in quello stato. La pellicola ha due grandi protagonisti, Roma e lo scrittore che in lei è diventato grande. Quella che osserviamo è una Roma grottesca e surreale, perché della capitale di un tempo non c'è quasi più traccia. E Jep Gambardella si è trasformato nel "re dei mondani", la raffigurazione del declino di una città tradita dai suoi stessi figli e dalle loro manie di protagonismo: poeti silenziosi, attricette alla ricerca di un ingaggio importante e cardinali attratti dai beni materiali riempiono i salotti della Roma Bene ed ognuno di loro, prima o poi, finisce sotto lo sguardo disilluso di Jep, uomo troppo acuto per non desiderare di fuggire da quell'universo così decadente.

Le sfumature emotive, i passaggi onirici

Sorrentino mostra, senza alcuna compassione, la crisi della città e dell'uomo la cui coscienza sembra risvegliarsi improvvisamente: quell'uomo, Jep Gambardella, non poteva che essere interpretato da Toni Servillo, personaggio affascinante e carismatico come pochi. Egli è il protagonista di un film che, oltre ad essere denso di significati e riflessioni, è notevole sotto l'aspetto visivo, grazie anche agli stacchi di colore e ritmo dalle scene oniriche alle immagini di feste sfrenate: questa scelta, certamente, mostra la grande abilità registica di Sorrentino e si rivela di grande impatto.

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By Daniele / Arte