The Zero Theorem: il ritorno del cinema visionario di Terry Gilliam

E' ambientato in un futuro distopico il nuovo film di uno dei grandi creativi del cinema, Terry Gilliam, questa volta alle prese con l'attore del momento, Cristoph Waltz.

E' ambientato in un futuro distopico il nuovo film di uno dei grandi creativi del cinema, Terry Gilliam, questa volta alle prese con l'attore del momento, Cristoph Waltz.

Terry Gilliam, icona del cinema mondiale

Ci ha entusiasmati con Brasil, commossi con La leggenda del re pescatore e divertito con Paura e delirio a Las Vegas: parliamo di Terry Gilliam, icona di un cinema pop e visionario e giunto alla sedicesima direzione dietro la macchina da presa. Questa volta, il regista di Minneapolis immette uno dei migliori interpreti in circolazione, il due volte Premio Oscar Cristoph Waltz, nel mondo distopico di The Zero Theorem: il film, realizzato nel 2014 e disponibile in Italia solo tra qualche mese, viene inoltre interpretato da stelle come Matt Damon, Tilda Swinton e Mélanie ThierryMIME Club: iscriviti -->

Zero Venezia

Il mondo di Qohen

Eccoci catapultati in un futuro dominato da sistemi informatici che monitorano ogni aspetto della nostra vita. Ed eccoci di fronte a Qohen Leth, informatico agorafobico che da anni attende una fatidica chiamata che gli comunicherà il significato della sua vita. Con le sue continue ricerche, l'uomo vorrebbe confutare l'idea che sostiene la mancanza di scopo nell'Universo, la Teoria dello Zero. Stanco e sfiduciato, Qohen sarà rivitalizzato dalla presenza della splendida Bainsley, ragazza con cui sognerà di fuggire dagli schematismi di quel mondo.

Il lato oscuro del progresso tecnologico

Lo sguardo di Terry Gilliam, nel tempo, si è volto ad aspetti centrali della nostra vita. Ora l'autore evidenzia le problematiche nate dalla realtà virtuale che ci circonda, una realtà che limita le relazioni umane privandole di emozioni vere. Gilliam si scaglia contro un progresso tecnologico esasperato, mostrando tuttavia una certa rassegnazione ed intuendo come il processo in atto sia, per molti versi, inarrestabile.

Zero Film

Una grande idea ma qualche dubbio sullo sviluppo

Colorato e schematico, il mondo di Gilliam viene governato da individui asettici e privi di speranza. Molti aspetti del film rimandano alla fantascienza distopica degli anni novanta, e le similitudini con alcune delle precedenti produzioni del regista sono così numerose da suggerirne un mancato rinnovamento nello stile e nelle idee. Effettivamente, nonostante la grande forza visiva e la presenza di Christoph Waltz, The Zero Theorem lascia affiorare qualche dubbio, dal tema anacronistico allo stile datato, fino allo sviluppo confusionario. Se già l'idea di Parnassus (diretto da Gilliam nel 2009) non convinse appieno, eccone una seconda che meritava uno sviluppo migliore: tuttavia, prima di giungere a giudizi affrettati, faremmo bene ad attendere il prossimo film di Gilliam, The man who killed Don Quixote, a breve sul grande schermo.

 

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By Daniele Scalese / Arte

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