L'arte della libertà - Street Art allo Spazio Tadini

Nel 1924, André Breton nel suo celebre “Manifesto” declama il pensiero surrealista, annunciando la nascita della corrente artistica più rivoluzionaria e travolgente di tutto il Novecento.

Nel 1924, André Breton nel suo celebre “Manifesto” declama il pensiero surrealista, annunciando la nascita della corrente artistica più rivoluzionaria e travolgente di tutto il Novecento.

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Influenzato fortemente dalla psicanalisi e dalla scoperta di una personalità tanto originale e imprevedibile quanto inconscia, il Surrealismo, che ebbe tra i suoi maggiori esponenti Joan Mirò, Magritte e Max Ernst, sconvolse il normale ordine delle cose e ne ritracciò i percorsi e le relazioni, arrivando a rappresentare un mondo splendido, totalmente libero e privo di vincoli inibitori, dove sogno e realtà potevano arrivare a fondersi e scambiarsi di ruolo. Ribelle ad ogni convenzione sociale e culturale, politicamente anarchico ed estremista, il pensiero surrealista rappresentava una profonda riflessione e una risposta verso i cambiamenti, non sempre positivi, avvenuti nella società, verso l’identità dell’uomo, verso la libertà di esprimersi e di essere, senza preconcetti o limiti imposti. MIME Club: sogna senza limiti -->

Ai nostri giorni, i protagonisti della street art e del writing, per quanto ancora incompresi e contestati, quando non addirittura condannati, stanno iniziando ad assumere lo stesso ruolo di sostenitori della libera espressione, dell’assenza di regole fisse sia nella tecnica espressiva che nella forma. La street art e, soprattutto, il writing sono forme d’arte nate per rappresentare il mondo nella sua immagine più violenta, con un tono di voluta e provocatoria ribellione verso ogni schema preimpostato dalla società. L’atto creativo stesso del writer è illegale, il suo materiale di base è uno spazio pubblico, le sue performance avvengono senza autorizzazione, spesso di notte, su pareti abbastanza ampie da renderne difficoltosa la cancellazione. Egli è un artista metropolitano e underground, costretto ad agire nel buio, come un criminale, un poeta di strada, eroico e maledetto.

C’è ancora tempo fino al 7 di marzo per visitare “La street art vince la metropoli” la collettiva in corso allo Spazio Tadini di Milano, che ha voluto rendere giustizia a queste forme di espressione artistica affascinanti e ribelli, simbolo della nostra epoca contrastata, esponendo le opere di alcuni tra i protagonisti della street art, dai writers della prima generazione agli artisti emergenti, che hanno saputo restituire all’arte quel ruolo rivoluzionario che le è proprio. Colori, forme, parole, tecniche utilizzate con ironia e audacia, lasciano il segno sulle pareti ma anche nella storia di questo secolo appena iniziato, e già incomparabile per il suo ammaliante intreccio di memoria, terrore e bellezza.

Alla mostra si accompagna una serie di incontri con i più noti writers italiani e stranieri.

Spazio Tadini - Via Jommelli 24 - Milano

La Street Art vince la metropoli

Fino al 7 Marzo - ingresso libero

spaziotadini.it

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By Elisa Mino / Arte

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