I sogni son desideri di felicità                                    

Giuliano Girardi, biellese, leva del '64, ultimo di sei fratelli... ma primo della classe in disegno, nel quale colpiva per gli affascinanti risultati scolastici. Tanto che i prof gli convocarono mamma e papà, cui suggerirono con eloquenza d'orientarlo al Liceo Artistico.

Giuliano Girardi, biellese, leva del '64, ultimo di sei fratelli... ma primo della classe in disegno, nel quale colpiva per gli affascinanti risultati scolastici. Tanto che i prof gli convocarono mamma e papà, cui suggerirono con eloquenza d'orientarlo al Liceo Artistico.

2015-11-20-prigioniero-a

Ebbene, le ridotte possibilità finanziarie non gli permisero di approfondire gli studi, dopo la licenza media... ma i suoi sogni si librarono, parallelamente alla sua carriera: ha esercitato come barista, torrefattore, gelataio, idraulico, carpentiere ed infine, da 27 anni, operaio di fonderia.
Giuliano è una persona estroversa, vitale, che assapora la vita goccia dopo goccia, ma soprattutto creativa, infatti mi racconta che ogni attimo libero lo sfrutta per realizzare qualcosa e che, addirittura, se avesse più tempo, lo dedicherebbe tutto a questa passione.
I suoi sogni li ha tenuti svegli, grazie al talento naturale ed alla zelante esercitazione, per ottimizzare la propria tecnica. Giuliano si diletta col bricolage costruendo oggetti in legno, dando sfogo alla sua inestinguibile fantasia. Anche questi sono capolavori che assecondano una vocazione interiore, la sua irresistibile tentazione di creare, ogni volta, cose nuove.
Per Giuliano sono un toccasana per la mente... appena completa un'opera l'appagamento è profondo, perché sa d'aver concepito un pezzo immortale di se stesso. È stata questa soddisfazione indescrivibile la sua "benzina".
Il prigioniero dei sogni ha orrore di un globo paradossale che lo strumentalizza e ne preclude l'individualità, come grida l'immagine dei suoi occhi sbarrati.

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Come ti sei avvicinato al disegno?
È una passione che avevo dentro fin da ragazzo, perché, su tutte le materie, quella in cui trovavo più riscontro era Educazione Artistica.

Cosa simboleggia il tuo ritratto?
Il ritratto simboleggia una persona che, al giorno d'oggi, non può esprimere tutta la sua umana libertà, sia di espressione che di parola, come indica il bavaglio che copre letteralmente la bocca... nemmeno di pensiero, come accennano le sbarre che attraversano il cervello, malgrado possa risultare un po' cruda la scena... Infine, è evidente lo sguardo: due occhi che, per la visione di quello che succede in questo mondo, sono terrorizzati... A completare la rappresentazione c'è la scritta che recita "Il prigioniero dei sogni". Resta il dubbio: potrà divenire realtà nel mondo futuro?

Hai sogni nel cassetto o li hai già lasciati correre?
Forse non c'entra molto con l'argomento che abbiamo... ma di sogni nel cassetto ne restano pochi. Avrei voluto solo una cosa, come penso tutti desiderino: veder invecchiare con me tutti i miei famigliari, che non sono più qui.

A cosa ti ispiri per disegnare?
L'ispirazione, devo dire che non la cerco mai... Più che altro è una cosa che mi nasce dentro ed esce di getto: non c'è l'ora, non c'è il giorno, non c'è l'attimo propizio... È come se qualcosa ti prendesse e ti guidasse per mano, poi avviene tutto da sé. Il risultato è quello che si vede anche qui... A livello ritrattistico, faccio qualsiasi cosa. Quello che conta è l'immaginazione del risultato, che deve far rivivere l'idea originale.

Chi ti sostiene di più in questa passione?
Mi sostiene, in primis, mia moglie che mi dice sempre di non smettere mai, e poi la gente che ha visto le mie opere, tanto da chiedermene una.

Cosa consiglieresti a un giovane artista?
Consiglierei di non abbandonare mai, anche se le possibilità sono poche... Come nel mio caso, bisognerebbe continuare ad esprimere ciò che si tiene dentro perché libera la mente e nutre la personalità.

Come mai hai chiamato l'opera "Il prigioniero dei sogni"?
Perché, appunto, è un'espressione di idee impossibili da realizzare che perciò rimangono un sogno.

Si resta prigionieri di un sogno...
Può capitare, non credi?

 

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By Alka Badea / Arte

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