A Natale, regalati un sogno lucido

La notte incombe silenziosa, e in lei cresce l'emozione. "Rimandai l'inevitabile, solo per quella volta; un lenzuolo bianco di seta il mio unico scudo alla notte, che bramavo, nella sua sensuale oscurità."

La notte incombe silenziosa, e in lei cresce l'emozione. "Rimandai l'inevitabile, solo per quella volta; un lenzuolo bianco di seta il mio unico scudo alla notte, che bramavo, nella sua sensuale oscurità."

 

2015-12-18-Volpi-a

Roberta Volpi promuove un genere di letteratura ancora poco conosciuto in Italia, il Surreale. Il sogno che si rifrange senza cancellarsi è soltanto una delle qualità del fenomeno, noto come "sogno lucido": lei ne descrive i contorni, rivivendo un'esperienza extracorporea che ha provato sulla pelle... e mischiato alla fantasia.
Mime Club: un futuro da sogno-->

L'estetica della copertina riproduce molto l'atmosfera onirica che satura le pagine, con una storia pronta ad incantare. "Il volto dell'attesa" offre un viaggio trascendente in questa incredibile dimensione del pensiero...

Classe '83, la scrittrice è per giunta consulente informatica ed editor professionista, nonché fondatrice del portale Roberta Volpi Editor, ricco di novità letterarie, tecniche narrative ed articoli sul panorama dell'editoria. Collabora attivamente con case editrici e stimabili etichette italiane per pubblicazioni a vasto spettro. Fino al 2011 ha ideato e curato la rubrica Il Virgolettato di Creativity Papers, aderendo a diverse attività di scrittura per antologie; ora gestisce uno speciale servizio di promozione per gli autori emergenti, ScrivereOggi, di cui esiste anche il gruppo Facebook che si trova digitando le parole "Promozione Scrittori Emergenti".

Alison è l'eroina del suo capolavoro, una giovane donna tutta da scoprire.
Ha l'occupazione dei desideri, finché un sogno ricorrente si scontra sulle sue notti, capovolgendo le sue giornate, trascinandola al cospetto di una felicità inafferrabile che la fa sentire impotente.
Fra le introspezioni, nella propria derelizione, da persona empirica non riesce a sostanziare le domande che lentamente nascono nel suo cuore, in mezzo al fumo di un caffè...

Un romanzo che si trova nel confine della realtà che s'impasta al sogno e sprofonda sotto la sua dominanza; traballante come un dolce dormiveglia, è suggestivo nelle sue fusioni e svaporazioni. Una realtà astratta e smagata avvolge la sognatrice, mentre è immersa a vivere la sua storia onirica il suo Ryan, ad occhi chiusi, ad occhi aperti.
"Ormai sapevo dov'era il mio posto; era lì, ogni notte, con Ryan. Tutto il resto non aveva più importanza, tutto il resto era sofferenza, nostalgia e profondo dolore. Il mio presente e futuro sarebbe stato lui, lui e nient'altro."
La ritrosia iniziale si dissolve in un'illusione di felicità che la visione onirica le lascia, al risveglio, sotto il gelido rintocco dell'orologio, ed è così forte da annodarsi col quotidiano e prevaricare sulla vita terrestre. Una felicità struggente, tentacolare... accecante, ma inconfondibile.
Alitano intense emozioni, tra le righe della storia "Mai, in tutta la vita, avevo udito il suono del petto che si rompe, lo stridere della vita che apre crepe lungo la pelle, l'urlo del pianto muto.", con una tensione narrativa sapiente che lascia il lettore in fermento. Molte parti sono narrate con vera poesia, tutto il resto con la voglia percettibile di scrivere. Roberta confida: "Ricordo bene l'umore nel tracciare le parole di una delle ultime scene del libro. Ho sentito il pavimento freddo sotto di me sussurrarmi ogni gelido istinto. Ho indossato il brivido e osservato la paura di Alison rivestire ogni angolo, la delusione di sentirsi parte di una menzogna prodotta dalla propria mente appropriarsi dell'aria che respiravo. Le gocce alcoliche calde sulle labbra come se ne avessi bevuto davvero. E ho scritto."
La prosa è vivida e calamitante, le descrizioni pittoresche stimolano l'immaginazione, i personaggi affezionano.
La "dimensione di cristallo" di Roberta Volpi è un romanzo denso di suspence, magico da sfogliare, assaporando una morbida cioccolata in relax...
"Come ti sentiresti, se scoprissi che esiste l'infinito e comprendessi che non lo puoi toccare?" cit.

Da dove arriva l'ispirazione per il Surreale?
L'idea che dove non possa arrivare la realtà possa, invece, la fantasia – intesa come la capacità di spingere la propria sensibilità oltre il concreto – mi affascina da sempre, e nelle arti più in generale; non ho mai avuto una prospettiva di pensiero che fosse "bianca o nera", sono abituata a cercare le sfumature: è in quelle pieghe tra i colori che trovo le cose più interessanti.

Il personaggio del libro lo definiresti il tuo alter ego? Se no, cosa vi accomuna?
No, il romanzo non attinge da esperienze personali ma dall'immagine di scene e personaggi strutturati nella mia mente e con il tempo, il giusto tempo. Questo romanzo è stato inizialmente concepito nel 2008. Non è la prima volta che ricevo questa osservazione e ho sempre risposto che non amo parlare di me – direttamente o indirettamente – attraverso un carattere letterario, poiché amo invece costruire il personaggio e così il temperamento, la sua storia, pianificare – ma non troppo – la sua evoluzione. Se dovessi trovare con il personaggio di Alison un legame, l'animo piuttosto solitario, la tendenza ad affrontare in solitudine gli avvenimenti, lo sarebbero sicuramente.

Hai mai fatto un sogno lucido con tutte quelle sensazioni reali?
Ho affrontato l'esperienza dei sogni lucidi, sì. Per l'esattezza, durante il mio primo sogno lucido, a seguito del quale ho approfondito le tecniche per allenarmi a gestire l'occasione qualora si fosse ripresentata, ho visto comporsi davanti a me la scena madre di questo libro. Il tunnel, la panchina, l'uomo che conosce cose che non dovrebbe sapere. Da lì, posso dire, essere nata ogni cosa.

Da scrittrice ed agente letteraria, pensi che il genere Surreale dilagherà presto?
Questa è una domanda che mi pongono spesso. Leggere surreale è abbracciare l'inconscio e viverlo in modo profondo, lasciandosi guidare dalle immagini stuzzicate dalle parole scritte per quella storia. Credo che continueremo a portare qui il surreale straniero; spesso, lettori mi hanno confidato di trovare più "rassicuranti" altri generi ma poi, in realtà, non sapevano esattamente dove il surreale si collocasse, pur mantenendo delle solide differenze rispetto al genere che più gli si accosta, il fantasy. Il surreale è una sfida, ti obbliga a porti delle domande a cui devi trovare risposta tra le righe e spesso, ma dipende anche dal sadismo dell'autore, la trovi solo alla fine, all'ultima paura utile. Ahimè, è anche il mio caso – ma con opportuni indizi sparsi nella trama. Il surreale è un salto nel vuoto, e il vuoto è così arredato, colorato e popolato. Se non lo immagini, però, è soltanto vuoto; se non ti lasci cullare tra il reale e l'irreale, è sempre e soltanto vuoto. Sono presenti molti romanzi surreali nelle librerie italiane, spesso descritti come "misterioso", più spesso, semplicemente come "romanzo".

Scrivere un libro è sempre un'avventura. Mi racconti come hai vissuto la stesura di questo romanzo? Ti ha arricchita in qualche modo, nel tuo percorso d'autrice?
È stata una vera avventura passeggiare per Seattle, infatti, se posso lanciare questa piccola curiosità, andando a cercare sulla mappa della città i luoghi descritti si riuscirà a creare il percorso esatto affrontato in varie scene dai personaggi. Amo riflettere su carta in modo reale la parte di trama legata alla realtà, perché si possano osservare riferimenti e contestualizzare al meglio la storia tra le vie di un luogo, anche sconosciuto al lettore. Ho vissuto Seattle attraverso la stesura, in autunno, durante il cambiamento, e con lei il mutare dei sentimenti della protagonista. Ho atteso di poter entrare in empatia con Alison per descrivere ogni capitolo, poiché ognuno di essi segue perfettamente il ritmo del suo stato d'animo – abbiamo capitoli diversi in lunghezza e il ritmo, lo si sente, muta in corrispondenza delle esigenze di lettura, che sono strettamente legate alle riposte che si attendono dalla trama. Questo è stato lampante per alcuni lettori, mi è stato detto, e sono molto soddisfatta di essere riuscita a rendere "visibile" questo concetto. Se mi ha arricchita personalmente? La storia di Alison mi ha travolta, mi ha fatto vivere il sentirsi dispersa nel nulla per poi ricomporsi insieme ai frammenti di realtà, una realtà che assumeva contorni irreali a tal punto da non riuscire più a tracciare le differenze. Attraverso Alison ho maturato che il surreale può essere una finestra da cui osservare non una stella ma l'intero Universo.

Hai avuto soggetti o elementi d'ispirazione?
Tolta la scena madre di cui ho parlato in risposta alla domanda sui sogni lucidi, Alison, il mio personaggio, mi ha ispirata. Ho voluto scrivere una sua biografia, che è inedita, come quelle scritte per gli altri personaggi, prima di iniziare a stendere la trama, per conoscerla meglio e imparare da lei. È stato come averla accanto, osservarla perdersi ogni giorno un po' e riscoprirsi grazie a questo. Lei, con i suoi drammi, le sue spesso inutili paranoie, la forza che possiede e non è capace di riconoscere nel mettere in dubbio ciò che le appare reale, mi ha ispirato. Alison è il riflesso delle conseguenze di azioni che portano a dire "è troppo tardi", "dovevo", "potevo". A cui nessuno è immune.

Perché consiglieresti il tuo romanzo?
Perché spesso si tende a dimenticare che, quelle volte in cui si sprofonda nel dolore fino ad annegarci dento, e penso sia accaduto a tutti almeno una volta nella vita, l'istinto di sopravvivenza ci spinge a riemergere, nell'ultimo tentativo. Basta ricordarsi di "sentire" e provare a "vedere", perché solo quando tutto, fuori e dentro, smette di fare rumore, allora lì si può finalmente scorgere tutto il vero dell'essere umano. Vorrei che il lettore si avvicinasse a questo libro per percorrere insieme alla protagonista un viaggio verso l'accettazione del proprio essere, togliendo tutti gli schermi e affidandosi ai propri sensi. Per sognare ad occhi aperti, e scoprire fin dove si spinge la soglia della realtà prima di sconfinare nell'illusione.

E come si sta svolgendo la sua promozione?
Mi piace entrare in punta di piedi nella vita delle persone, perché credo molto nel bellissimo gesto della mano che poggia il libro scelto tra tanti sullo scaffale della propria libreria. Non comprerei mai il libro di qualcuno solo per incessante SPAM; quando credi in quello che hai scritto hai anche la responsabilità di farlo arrivare ai lettori nel modo giusto, e le parole possono avere molteplici usi e provocare diverse reazioni. Non voglio che questo gesto sia legato a una promozione no-stop o a un evento organizzato dove tutto sembra essere messo lì apposta per far risaltare un banchetto con un libro con cui attendere di entrare in contatto; cerco quindi di entrare in relazione con i miei lettori cercando di stuzzicare la loro curiosità, mettendo a disposizione le informazioni riguardo al libro in maniera molto ampia e accessibile, sfruttando il marketing, al posto di invadere lo spazio vitale del mio interlocutore, sia esso vicino o raggiungibile virtualmente. In questo senso, in soli due mesi dall'uscita il libro è arrivato nelle case di 650 persone, con download giornalieri. E ne sono molto felice.

Hai un messaggio per i lettori di MIME Milano Metropolitan?
Sì, ma non strettamente legato al mio libro o, meglio, vorrei usare il libro come mezzo per il concetto che voglio esprimere e non semplicemente per invogliarli ad incuriosirsene. Voglio dir loro che la persona che ha curato questo articolo e che lo firmerà, ha dimostrato non solo una spiccata sensibilità e un grande interesse per la mia opera ma soprattutto per i suoi lettori. Ha pazientemente letto il libro e in quei giorni di attenta analisi abbiamo avuto modo di conoscerci, e adesso posso dire che non soltanto ha voluto mostrare l'anima della mia storia al meglio, ma ha colto ogni momento giusto e con l'atmosfera adeguata per poterne parlare a voi. Amate le persone che si impegnano così tanto per far arrivare un messaggio e vi mettono così tanta passione. Grazie, Alka.

Sono io a ringraziare Roberta, per avermi fatto riscoprire il piacere di gustarmi un romanzo, e per la dolcezza che quelle pagine mi han lasciato.

 

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By Alka Badea / Arte

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