Primo Levi secondo Pietro Scarnera

A Torino nel 1979 nacque l'artista Pietro Scarnera. Studiò al liceo classico e successivamente si laureò in Scienze della Comunicazione, con una tesi sull'editoria fumettistica. Ha elaborato nel 2014 il graphic novel del Primo Levi, ora anche in edizione francese: "Una stella tranquilla, ritratto sentimentale di Primo Levi", utile ai lettori di tutte le generazioni, sfruttando le biografie sull'autore e fruttando l'inventiva, per congelare la figura che il pubblico aveva d'esso.

A Torino nel 1979 nacque l'artista Pietro Scarnera. Studiò al liceo classico e successivamente si laureò in Scienze della Comunicazione, con una tesi sull'editoria fumettistica. Ha elaborato nel 2014 il graphic novel del Primo Levi, ora anche in edizione francese: "Una stella tranquilla, ritratto sentimentale di Primo Levi", utile ai lettori di tutte le generazioni, sfruttando le biografie sull'autore e fruttando l'inventiva, per congelare la figura che il pubblico aveva d'esso.

 

2015-12-23-scarnera-a

Per le illustrazioni ha ricreato, puramente, episodi scritti o citati dallo stesso Primo Levi, stampandone l'essenza, sulla base di quel che traspariva dalle opere ereditate e dalle interviste rilasciate: trasferisce, in un fumetto sobrio e verosimile, la sua vita (Mime Club: una vita al meglio-->) pubblica ed il suo itinerario da scrittore (alla ricerca della risposta all'interrogativo "Perché si scrive?"), scegliendo invece di rispettarne la privacy. E, come il suo mito, ha compreso che raccontare stava diventando, più che un dovere morale, un "bisogno fisico" paragonabile a quello del mangiare.
Nella sfida con se stesso - delicata - di esporre un personaggio storico come Primo, ha concepito, in seguito ad una profonda e ammirata analisi, le tavole della biografia; avvalendosi d'immagini presenti nelle opere di Levi, delle sue istantanee, delle copertine dei suoi libri, dei disegni che realizzò al computer e taluni oggetti personali.
Nel blog aggiornato, il signor Scarnera scrive: "L'approccio che ho tenuto è più o meno quello che si ha davanti a un vecchio album di famiglia, quando tenti di immaginare come erano i tuoi genitori o i tuoi nonni da giovani, quando non eri ancora nato", dove vi sono elencate le sue attività e classificate tutte le collaborazioni creative, nuove ed anteriori.
Abbiamo voluto l'onore di intervistarlo anche per MIME Milano Metropolitan, offrendovi la versione di questo ritratto di successo direttamente dalle parole di Pietro Scarnera.

Quando ti sei avvicinato all'illustrazione?
Ho sempre letto fumetti, da quand'ero bambino. E nei miei diari/taccuini/quaderni ci sono sempre stati dei disegnini insieme alle parole. Ma non ho studiato disegno e non ho fatto nulla al di fuori di disegnini per amici finché non ho avuto una storia che dovevo assolutamente raccontare. Questo succedeva nel 2009, quando ho partecipato al concorso Komikazen con il progetto di un libro/testimonianza sui cinque anni passati accanto a mio padre (dal 2003 al 2008). L'idea è stata premiata e il premio era la realizzazione di un libro a fumetti con un vero editore: così è nato "Diario di un addio", uscito nel 2010 per Comma 22.

Cosa ti ha spinto a realizzare un'opera letteraria sulla Vita di Primo Levi?
Ci sono tanti motivi. Uno è una sorta di debito che sentivo di avere nei suoi confronti. Come ti dicevo, "Diario di un addio" è una testimonianza e per disegnarlo mi è stato molto utile leggere Levi, cioè il testimone per eccellenza. Poi Levi è "fisicamente" interessante da disegnare, e soprattutto la sua storia (almeno quella che ho raccontato io, la storia di come è diventato uno scrittore) è una bella storia. Poi volevo disegnare Torino, e poi c'è anche un motivo "morale", cioè raccogliere la sua testimonianza e provare a trasferirla alle generazioni successive: per chi ha la mia età (36 anni) la memoria della guerra e delle deportazioni è ancora una memoria familiare (nel mio caso basata sui racconti di mio nonno, deportato in Germania come tanti soldati italiani), ma per chi ha 20 anni adesso non è più così. Quindi tocca a noi, "figli dei figli", raccogliere quell'eredità.

Quando hai avuto l'ispirazione?
Mentre lavoravo a "Diario di un addio", per i motivi che dicevo sopra. Anche se in realtà ho pensato che c'era una storia da raccontare quando ho letto per la prima volta le opere complete di Levi curate da Marco Belpoliti, in particolare le note, dove si raccontano i retroscena dei libri.

Ritieni che la tua opera possa essere un mezzo innovativo per la mantenere viva la memoria?
Più che un mezzo innovativo - ci sono tanti fumetti che parlano dei lager, a partire naturalmente da Maus - spero che sia innovativo il punto di vista: cioè il fatto che a raccontare quelle cose sia uno della mia generazione. Per fare un esempio pratico: avvicinarsi alla figura di Levi non è semplice, ma in "Una stella tranquilla" lo incontriamo per la prima volta che è ancora un ragazzo (ha 27 anni), e ha i problemi di tutti i ragazzi: trovare un lavoro, innamorarsi... in più naturalmente deve fare i conti con le cose viste in lager.

Come è avvenuto l'incontro con la casa editrice francese?
Ha fatto tutto Comma 22!

Descrivi la tua opera con un colore?
Verde un po' spento, che è il colore della bicromia che ho usato sia in "Diario di un addio" che in "Una stella tranquilla". È un modo per segnalare che questi due libri sono legati.

Descrivi la tua opera con un oggetto? E dopo la descrivi con un animale?
Unisco le domande perché l'oggetto e l'animale coincidono: è la strana scultura a forma di testa di gufo che ho usato in copertina. È una delle sculture che Levi componeva usando il filo di rame (la materia prima del suo lavoro di chimico). In copertina Levi la indossa come una maschera (il disegno è ispirato a una foto realmente esistente) e a me serviva per far capire che in "Una stella tranquilla" non parliamo del Levi uomo ma del Levi scrittore. In più è un gufo, animale che torna spesso nelle opere di Levi, in cui per scherzo si identificava, e che infatti troviamo più volte anche in "Una stella tranquilla".

Oggigiorno, il fumettista abita a Bologna e si occupa di giornalismo e comunicazione.

 

0 commenti. Aggiungi il tuo!

By Alka Badea / Arte

Effettua il login per lasciare un commento!