Ricordare attraverso Cambi di direzione

Il 27 gennaio, per celebrare la Giornata della Memoria nella città di Bra, tre giovani talentuosi presteranno il proprio fervore creativo alla Premiata Libreria Marconi, con un racconto esemplare dal titolo "Cambi di direzione" e una mostra artistica - coefficienti di un impegno durato diverse settimane - che sarà visitabile dal 27 gennaio fino al 6 febbraio.

Il 27 gennaio, per celebrare la Giornata della Memoria nella città di Bra, tre giovani talentuosi presteranno il proprio fervore creativo alla Premiata Libreria Marconi, con un racconto esemplare dal titolo "Cambi di direzione" e una mostra artistica - coefficienti di un impegno durato diverse settimane - che sarà visitabile dal 27 gennaio fino al 6 febbraio.


2015-1-21-memoria-aL'iniziativa è nata nella mente di Fausto Bailo, che è stato lo sceneggiatore della storia: ha coinvolto nel progetto lo scrittore Nicola Brizio per la stesura e l'artista Andrea Granato alias Zep Yokurama per l'esecuzione di una tavola. Mime Club: un futuro da scrivere-->
Il dattiloscritto narra la vita quotidiana di una ragazza comune, una di noi, che terminati gli studi universitari prova ad accedere nel mondo lavorativo, insormontabile per la crisi economica in cui è inabissato, di cui è sofferente: un giorno assiste ad una manifestazione delle camicie azzurre, le quali strepitano che la società dovrebbe prima pensare ai propri cittadini anziché aiutare gli stranieri, e questo corteo finisce per seminarle la tentazione... ma una scoperta stupefacente la farà ricredere profondamente.
Una trama che rispecchia la situazione odierna ed acuisce un forte concetto di convivenza pacifica tra le etnie, sciogliendo il conflitto psicologico dell'umanità verso le differenze estremizzate.
Un evento che si propone di migliorare l'ottica e neutralizzare un po' di pessimismo generale, smetterla finalmente d'impaludarsi nelle scuse e riscoprire la speranza sul vestigio del passato.
Ho intervistato i tre ragazzi.

Quando è nata l'idea di questo progetto?
Fausto Bailo: L'ispirazione per questo progetto è nata dal fatto che, secondo me, viviamo in una società dove è molto alto il rischio della perdita della memoria storica di un intero continente. L'estate scorsa mi è passata per la mente la frase che mi ripeteva fino all'inverosimile il mio professore delle superiori di storia: "Tutto quello che hai visto, ricordalo, perché tutto quello che dimentichi, ritorna a volare nel vento". Sulla scia di queste parole ho inventato una storia moderna che parte da radici, oramai perdute nel tempo. Il racconto narra la vicenda di una famiglia, dei sogni e delle aspirazioni di una giovane studentessa universitaria, e la tragica realtà con la quale essa si scontra una volta terminati gli studi: la mancanza di prospettive, lo sconforto, la decisione di intraprendere una direzione che la allontanerà lentamente dalla sua famiglia e dall'amata nonna, fin quando essa non viene ad mancare; come ultimo dono le regalerà il suo diario giovanile e lì avverrà il cambio di direzione. E l'esperimento - perché di questo si tratta - è quello di metter da parte la scusa della crisi ed aspirare a una società aperta, dove ci si possa aiutare senza guardare il colore della pelle, la religione, eccetera... Leggendo il racconto si vedrà che i nonni sono le persone che hanno vissuto quelle terribili emozioni, ed i nipoti quelli che rischiano di commettere gli stessi errori, non avendoli vissuti per motivi anagrafici e non avendo una narrazione di questi fatti.

Quando è incominciata la collaborazione con Nicola Brizio?
Fausto Bailo: L'incontro è stato fortuito poiché me ne ha parlato Andrea Granato una sera d'estate, sul balcone di casa sua, mentre si fumava una sigaretta mi ha accennato alla sua sua amicizia con Nicola Brizio.

Quali sono state le tue emozioni nel narrare le vicende contenute in "Cambi di direzione"?
Nicola Brizio: Volevo raccontare una storia di provincia, una storia che può capitare a decine di ragazzi da Palermo a Venezia. L'Italia degli ultimi anni non è un buon posto per noi, le certezze con le quali siamo cresciuti si sgretolano giorno dopo giorno e quando mancano le certezze è facile perdere il buon senso e cercare soluzioni forti, come succede alla protagonista del racconto.

Per lo sviluppo della storia ti sei ispirato a qualche scrittore? Se sì, quale?
Nicola Brizio: Cerco di leggere un po' di tutto quindi è possibile che nel racconto si colga l'influenza di alcuni autori che amo particolarmente... ma quando scrivo cerco di non scimmiottare nessuno, i risultati sarebbero pessimi e impersonali.

Progetti per il futuro?
Nicola Brizio: A breve uscirà "sincope e cognizione", un progetto che ho realizzato con Andrea e nel quale entrambi crediamo molto, non voglio svelarvi nulla ma vi anticipo che ci saranno le sue immagini e le mie parole, ci conosciamo da molto tempo ed abbiamo grande stima l'uno dell'altro, speriamo che sia l'inizio di una collaborazione duratura.

Tu ed Nicola quando avete incominciato ad collaborare?
Andrea Granato: Io e Nicola ci conosciamo da 15 anni, dai tempi dell'asilo. Ci siamo poi incontrati più avanti nell'estate del 2015, al Caffè Boglione di Bra dopo avermi commissionato un ritratto delle dimensioni 70 x 100 in forex. È stato uno dei pochi che ha creduto e che crede tuttora nel lavoro che sto facendo. Poco più avanti mi ha fatto leggere il suo primo articolo per il Manifesto: la sua passione per la scrittura mi ha catturato e insieme abbiamo incominciato una serie di collaborazioni.

Per la realizzazione delle tavole hai preso spunto da qualche artista in particolare?
Andrea Granato: Inizialmente mi sono ispirato a Tabusso e Reviglio, le ho riguardate e mi sono detto: "Questo non è un mio lavoro, non c'entra niente con il percorso e lo stile che sto sperimentando". Le ho gettate nel cestino. Ho deciso quindi di non ispirarmi a nessun artista e nessuna tendenza del momento. Sarà lo stesso stile di sempre, ma con meno post-produzione digitale.

Progetti per il futuro?
Andrea Granato: Il racconto per la giornata della memoria "Cambi di direzione" sarà disponibile in free download a partire da metà marzo su Issue. Sarà anche uno dei piccoli racconti che proietterò con un mio prototipo di keyboard dal nome "4 PLANETS", che sto costruendo all'Accademia Albertina di Torino insieme al professore Ennio Beltrand, della materia Sistemi Interattivi. Questo progetto ha lo stesso sistema di una delle vecchie tavole interattive dell'azienda di giocattoli Clementoni, ma con un sistema di proiezione grazie al quale il pubblico diventa protagonista del racconto schiacciando semplicemente dei tasti. Per adesso sto scrivendo un racconto illustrato per ragazzi dal nome "Roald", di genere futuristico e ambientato nelle langhe del Roero. Non so quando uscirà, perché è un lavoro lunghissimo e ha bisogno dei suoi tempi. Per quanto riguarda i progetti tra me ed Nicola, sto realizzando delle illustrazioni per il suo primo romanzo indipendente dal nome "Sincope e Cognizione", di cui, oltre alle illustrazioni, sto anche gestendo il merchandising del prodotto curando ogni singolo dettaglio.

I tre ragazzi hanno voluto sottoscrivere una citazione doverosa di Primo Levi: "L'olocausto è una pagina del libro dell'umanità da cui non dovremmo mai togliere il segnalibro della memoria".

 

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By Alka Badea / Arte

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