All'alba di un sogno

Michela Gerbaldo ha voluto focalizzarsi sull'attrattiva di un corpo, il corpo umano, ovvero il nostro, l'involucro della nostra anima, l'unica dimora in cui staremo una vita intera.

Michela Gerbaldo ha voluto focalizzarsi sull'attrattiva di un corpo, il corpo umano, ovvero il nostro, l'involucro della nostra anima, l'unica dimora in cui staremo una vita intera.

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"Abbi buona cura del tuo corpo, è l'unico posto in cui devi vivere", affermava il grande Jim Rohn. Mime Club: abbi cura del tuo futuro-->
Con la passione per l'anatomia umana, Michela ha voluto rappresentare il fascino della costituzione fisica e la gagliardia.
Parteciperà con una piccola esposizione di otto opere alla biennale di arte contemporanea in chiave femminile a Bra, dal 28 maggio al 18 giugno 2016.
Ci racconta la sua storia in un'intervista.

Quando ti sei appassionata all'arte?
Da quando sono piccola amo disegnare... Disegnavo qualsiasi cosa: dai classici paesaggi che illustrano i bambini ai delfini e ai cavalli, andando a riprodurre ciò che vedevo sui libri o sui giornali (molto spesso prendevo le immagini dalle enciclopedie... Ai tempi, internet non sapevo cosa fosse). Mi ricordo che non sopportavo gli spazi vuoti e quindi, se li lasciavo, tagliavo quella parte del foglio. Alle superiori la mia prof. d'arte mi sosteneva nel mio talento e diceva che ero perfetta per fare l'architetto. Professione che mi fu sconsigliata e quindi decisi di frequentare chimica e tecnologia farmaceutica. Con la promessa a me stessa che, se non fossi riuscita a dare gli esami del primo anno al Ctf (l'università di Chimica e Tecnologie Farmaceutiche) sarei andata a fare Belle Arti, dove ero sicura che mi sarei realizzata. La storia invece andò che finii gli studi in chimica e tecnologia farmaceutiche, laureandomi con il massimo e diventando dottore magistrale in Ctf... Purtroppo, per laurearmi, non ho potuto disegnare molto per il poco tempo libero che mi lasciava lo studio, ma il desiderio di essere artista, disegnare e dipingere stava maturando dentro di me. Quindi, appena ho trovato lavoro ho provato ad informarmi per la seconda laurea. Purtroppo le tasse sono troppo alte e quindi ho preferito studiare per conto mio e partecipare alle lezioni di un artista di BraOrmai; da 3 anni studio nel poco tempo libero che ho... e mi piacerebbe averne un po' di più.

Cosa rappresenta il tuo ritratto?
Cosa rappresenta il mio lavoro? Ciò che si vede. Il busto di un uomo... In particolare la bellezza dei muscoli di cui l'uomo è dotato, l'anatomia umana. Ho sempre ammirato i lavori di Leonardo e Michelangelo su corpo umano. Gli studi che hanno fatto sono spettacolari ed immensi per la cultura di quel periodo. È grazie a loro che siam potuti arrivare in ambito artistico e scientifico a certi livelli di conoscenza. L'idea di fare una linea di lavoro sul corpo umano, selezionando solo alcuni particolari, è nata dopo aver riprodotto lo studio della sibilla di Michelangelo. Ho voluto dedicarmi solo ad un particolare e lasciare l'opera incompleta, come la vita non è mai finita... C'è sempre da imparare e scoprire. Vivere ed emozionarsi... Ad esempio l'opera con il busto d'uomo in inchiostro ha per nome "Humus", che significa "ciò che è creato dalla terra" ... E rappresenta con la parte dettagliata la bellezza del nostro corpo, la forza, la potenza, l'equilibrio... Ma anche la fragilità e la vulnerabilità (con l'incompletezza).

Hai usato una tecnica speciale per realizzarlo?
Il lavoro è realizzato con china su carta...

Qual è il tuo motto nella creatività?
Libertà... Libertà d essere se stessi ed esprimersi! Come diceva Socrate. Perché essere liberi non vuol dire fare tutto ciò che ci viene in mente di fare, senza alcun rispetto per gli altri. Essere liberi significa poter scegliere, poter decidere, ed agire di conseguenza, sempre nel rispetto degli altri.

Stai partecipando a qualche progetto o conservi qualche sogno nel cassetto?
Parteciperò alla biennale di Bra che si svolgerà in primavera ed al progetto di Fausto Bailo in commemorazione delle donne che combattono l'Isis. Altro progetto: illustrare un libro per bambini. Sogno nel cassetto... realizzare delle mostre personali in Europa, specialmente Italia, e in America. Italia perché è la culla dell'arte... e gli altri due territori poiché credo che l'arte italiana venga apprezzata e valutata.

Hai un sito web dove pubblichi le tue creazioni?
Ho creato una pagina Facebook che porta il mio nome.

Ringraziamo Michela Gerbaldo per la gentilezza e la chiacchierata, ovviamente non senza augurarle il meglio nel suo percorso d'artista.

 

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By Alka Badea / Arte

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