Moonlighthotel, una storia interiore notturna

Alberto Biglino, fotografo freelance, è il regista del magnetico cortometraggio "Moonlighthotel, una storia interiore notturna", scritta da Nicola Brizio e reperibile su Youtube, in collaborazione con l'attore Andrea Carrabino: impossibile non intervistarli per MIME!

Alberto Biglino, fotografo freelance, è il regista del magnetico cortometraggio "Moonlighthotel, una storia interiore notturna", scritta da Nicola Brizio e reperibile su Youtube, in collaborazione con l'attore Andrea Carrabino: impossibile non intervistarli per MIME!

2016-03-31-corto-a"Moonlighthotel, una storia interiore notturna" è un corto metaforico, nato come tributo al videoclip degli Holy Other "Know Were", che proietta nell'avventura interiore di un giovane ragazzo - Andrea Carrabino - il quale vagabonda in mezzo alle traversie dell'anima, solitario, per le strade lugubri di una Torino sconcia; impersona lo smarrimento catapultandosi nell'alcol, nel fumo, ingoiato in un calvario interiore che lo trascina all'interno di una squallida camera d'albergo, dove dirà addio alla possibilità di scantonare...
Il sottofondo musicale e le inquadrature scelte ne dichiarano l'ambascia e lo rendono ancor più suggestivo ed impressionante. Mime Club: entra nel network-->
Questa che segue è l'intervista al geniale Alberto Biglino:

Quando e come hai scoperto la fotografia?
Ho iniziato a fare foto alle medie, con le usa e getta in cartone, ne facevo andare 3 per ogni gita scolastica almeno, con risultati terribili, ma adoravo l'idea di chiudere il mio visto in una scatola, un po' come i ricordi, credo.

Qual è stato il suo approccio con l'arte fotografica?
Un approccio affettivo, legato ad una passione sfrenata, prima per il cinema che ho studiato e seguito molto, poi per le immagini in generale, fotografie annesse.

Cosa rappresenta per Lei la fotografia, in termini emotivi?
Emotivamente le fotografie per me sono come i film, ma senza il movimento, mi scatenano molte emozioni, riaprono o chiudono cose di me che talvolta non vedrei così a fuoco.

Chi sono per Lei i grandi fotografi dai quali prende spunto?
Non ho mai preso spunto da grandi fotografi, non ne sarei all'altezza, diciamo che quello che condiziona i miei umili scatti è il mio bagaglio di 3000 film collezionati e rivisti a memoria.

Quale soggetto preferisce?
Non ho un soggetto preferito, amo fotografare o riprendere e basta, mi affascina tutto ciò che non si accorge di me, non amo i tecnicismi estremi e le pose, ma amo chi sa fare foto anche di quel genere ben fatte anche se non sono le mie.

Quale soggetto della sua città preferisce?
Ho imparato ad amare la mia cittadina Braidese e devo dire che oggi, viverla, e poterci lavorare, anche mi dà belle sensazioni, non ho un soggetto che preferisco in questa città, mi piace di notte, un po' come tutto nella vita.

Mi elenchi gli eventi più importanti nella tua carriera di fotografo?
I miei momenti più importanti con le foto li ho vissuti scattando negli ultimi mesi per amici\musicisti. È un ambiente che mi piace molto ed inoltre ho scoperto frammenti ed ambienti molto interessanti: sono nate grandi amicizie e belle collaborazioni, con i Punkreas, i Modena City Ramblers e i Kash, per i quali sto finendo di girare un docufilm sulla loro carriera in America. Amo le foto da quando usavo le usa e getta, ma le prime grandi soddisfazioni, dopo i sacrifici, stanno arrivando negli ultimi periodi, da un anno circa.

Mi parli dell'esperienza con il cortometraggio?
Quella del corto non è stata una vera e propria esperienza: ho studiato cinema molti anni e, con la tele EMA produzioni di Torino, in 3 anni ne avevo già girati tre, anche se di livello scolastico e legato a quel periodo, dove le attrezzature e l'uso di queste era molto più complesso e limitato. Poi ho girato qualche videoclip per amici e per me, fino alla scelta di provare con questo - per me molto intimo ed interiore, sia a livello estetico, sia a livello di significato seppur astratto. Torino e la notte sono due cose che amo alla follia e dalle quali non mi staccherei mai in maniera definitiva.

Quando guarda il risultato del suo lavoro, lo paragonerebbe a quale tipo di musica?
Quando guardo il risultato di un mio lavoro vado sempre in forte crisi, insicurezze e tachicardia, la musica è l'altra parte della mia vita fondamentale, senza non potrei vivere, diciamo che il repertorio elettronico anni '80 mi rappresenta parecchio, Kavinsky, Daft punk, Chromatics.

Si diletta di altre arti?
Mi diverto a fare musica, ma non ho mai avuto pretese da questa anche dopo anni.

Invece questa è l'intervista rilasciata dal promettente attore braidese Andrea Carrabino: classe '95, stoffa, personalità, sembianze del suo primo mito Leonardo DiCaprio...
Conosciamolo meglio!

Quando è nata la tua passione per la recitazione?
Durante le recite della scuola elementare. E la cosa stimolava molto la mia piccola vanità. Ero una sorta di Peter Pan, ma a differenza del mio eroe d'infanzia dividevo il piccolo palco con altri compagni di scuola.

Peter Pan era il tuo eroe?
Sì, mi sono identificato con questo personaggio perché in esso vedo moltissime cose che si riflettono della mia personalità: la voglia di lottare, di non arrendersi. Ma a differenza del mio eroe, voglio crescere, voglio diventare grande.

Ti definiresti un giovane attore in erba più idoneo al teatro o al cinema?
Sentirmi chiamare attore mi riempie di orgoglio. Se dovessi scegliere, mi definirei un attore da cinema più che da teatro. Non sarei in grado "per il momento" di recitare su un palcoscenico, anche se ammiro molto due grandi interpreti di teatro.

Chi sono questi attori?
Sono Giuseppe Battiston e Filippo Timi. Due icone delle arti recitative.

Verso che età hai scoperto le arti recitative?
L'arte recitativa l'ho scoperta intorno alla maggiore età, quando ho incominciato a guardare film su film e desideravo tanto essere al posto di De Niro, Pacino o DiCaprio...

Com'è nata l'idea di realizzare il corto?
L'idea del corto è nata nel tempo grazie a Nicola Brizio e ad Alberto Biglino. Sono stato fortunato a partecipare a questo progetto, a lavorare con due grandi persone come loro... e ad imparare meccanismi tecnici sul campo. Non vedo l'ora di poter fare qualcosa di più impegnativo e stimolante con il loro aiuto!

Quale è stato il film che ti ha colpito di più nell'infanzia?
Il film che più mi ha colpito in tenera età è probabilmente "Le Iene" di Quentin Tarantino. Non penso ci sia bisogno di motivare la mia risposta, basta guardare il film è si capisce da sé.

Descrivimi con parole tue che cosa rappresenta per te la recitazione.
Con la recitazione si cerca sempre di creare qualche emozione in chi ti sta guardando. Ad esempio, con un personaggio malvagio e violento, voglio che lo spettatore coltivi odio nei miei confronti così come in altri contesti può provare amore, compassione o stima.

Nella tua città natale è in corso un nuovo fermento culturale?
Ci sono tanti movimenti culturali sotto la Zizzola, ma il fermento maggiore proviene senza dubbio da un collettivo culturale che risponde alla "Bra Montmartre".

Ringraziandolo per il tempo prestato, salutiamo Andrea con l'augurio di una carriera costellata da molte opportunità e successi di ogni misura!

 

0 commenti. Aggiungi il tuo!

By Alka Badea / Arte

Effettua il login per lasciare un commento!