#BAG2016

Trovo sempre molto divertente andare ad una mostra ed instagrammare tutto ciò che in qualche modo mi colpisce, per poi andare a vedere che ha usato i miei stessi hashtag e rendermi conto di chi ha vissuto quell'esperienza con me e di come ha deciso di restituirla.

Trovo sempre molto divertente andare ad una mostra ed instagrammare tutto ciò che in qualche modo mi colpisce, per poi andare a vedere che ha usato i miei stessi hashtag e rendermi conto di chi ha vissuto quell'esperienza con me e di come ha deciso di restituirla.

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Marco Casentini, Monterey Blvd, acrilico su muro, 2011

Naturalmente i picchi di spassosità di questa mia attività così profondamente pettegola sono quando qualcuno sbaglia l'hashtag, però sa darmi anche altre soddisfazioni.

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Alla fine di un'incantevole cena da Wang Jiao in Via Col di Lana, cercando #bag2016 ci siamo stupiti di trovare immagini di borse. Ti starai chiedendo: il cinese è pesante, ci sei andata giù d'impegno per ubriacarti. E invece no! Noi alla BAG ci eravamo appena stati. Ha inaugurato il 12 maggio Bocconi Art Gallery, uno spazio attivo da 7 anni all'interno dell'università, la cui architettura strepitosa mi ha emozionato di più di molte opere contenute all'interno.

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Luca Loreti, Slap, Slap, lastre di ferro verniciate, ruggine, wall painting 2016

Non che non fossi preparata, erano mesi che stavo aspettando questo opening e avevo ricevuto tutti gli spoiler possibili; infatti la mia presenza alla BAG è stata determinata dalla partecipazione di Luca Loreti (1990, Milano, alto, magro e biondo), mio amico e collega, che per un anno rappresenterà la "quota giovane" all'interno della mostra.

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Piero Gilardi, Costiera rocciosa (2010), Aigues Tortes (2007), poliuretano espanso

Quest'anno Bocconi Art Gallery ha affidato a Marco Casentini (La Spezia, 1961), docente all'Accademia di Brera e artista affermato, il compito di selezionare un giovane artista. Questa scelta è stata ampiamente motivata in un talk chiamato "L'Artista" (fantasia!), in cui Casentini e Loreti, moderati da Ginevra Bria, si sono confrontati come colleghi e hanno affrontato l'irrisolvibile contraddizione fra valore intrinseco e valore economico dell'opera. Ovviamente sarebbe inutile ed impossibile riportare qui quello che è trapelato da questo scambio, però mi sento di dire che in parte questa chiacchierata informale mi ha interessato dal momento che si stava svolgendo in uno spazio sfacciatamente commerciale. Alle mie spalle l'imperante presenza di due opere di Piero Gilardi e poco più in là, una gigantesca opera in acciaio di Andrei Molodkin: Fallen Capitalism. Mi riservo di non commentare nessuna delle due, tanto come ti dicevo la mostra starà lì per un anno, quindi la tua visita non te la toglie nessuno e nel caso non apprezzassi, in via Bligny ci sono un sacco di bar super fancy per dimenticare.

 

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By Giulia Ratti / Arte

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