Cuba e i suoi artisti a Milano

Piccola analisi rispetto al linguaggio utilizzato dagli artisti ora in mostra al PAC in "Cuba, tatuare la storia".

Piccola analisi rispetto al linguaggio utilizzato dagli artisti ora in mostra al PAC in "Cuba, tatuare la storia".

2016-08-12-cuba-a

Dopo aver visitato la mostra al PAC Cuba, tatuare la storia, non mi sento pienamente soddisfatta di quello che ho visto. Questo non dipende dalla mostra in sé, quanto dalla mia esperienza in accademia. Ho studiato al triennio di Pittura e Arti Visive presso la NABA (Nuova Accademia di Belle Arti di Milano) dal 2011 al 2014 e ho avuto modo di conoscere diverse aspiranti artiste provenienti da Sudamerica e Messico.

2016-08-12-cubadue-a

Fin dai primi giorni, il corpo docenti le ha indirizzate verso l'indagine delle proprie origini, questo perché nei primi mesi di accademia è molto difficile ambientarsi e intraprendere un percorso di ricerca, quindi è utile spingere gli studenti ad indagare tematiche a loro vicine. Quindi, mentre gli studenti italiani frugavano fra le vecchie foto di famiglia e mettevano insieme delle timide opere in cui parlavano della loro amata nonna, le sudamericane e le messicane si cimentavano nel capire le proprie origini. MIME Club: cimentati in nuove sfide -->

2016-08-12-cubatre-a

Per me è stato molto interessante vedere come queste studentesse hanno reagito alla pressione di parlare del proprio background. Non posso fare a meno di interpretare l'atteggiamento dei miei (ormai ex) professori in due modi: da una parte un ingenuo strascico di colonialismo ed esotismo, e dall'altro una sincera sicurezza nel affermare che un tipo di lavoro del genere alla fine viene sempre apprezzato. Questa mostra al PAC ne è la conferma lampante.

2016-08-12-cubaquattro-a

Nonostante non abbia mai sentito nominare l'80% degli artisti in mostra prima di oggi sapevo che avrei trovato degli elementi ricorrenti: nudità, sangue, capelli, materiali poveri e cos' è stato. Infatti la maggior parte degli artisti nati a sud di Miami utilizza spesso gli stessi materiali e ha tematiche affini.

2016-08-12-cubacinque-a

Ti racconto un episodio accaduto due anni fa ad una lezione di scultura in accademia per spiegarti meglio: una mia compagna messicana aveva esposto in classe un lavoro che era stato unanimemente definito "molto messicano". Onestamente non ricordo più che cosa fosse, ma sicuramente c'erano dei capelli e l'aura di tutta l'opera non lasciava dubbi sulla provenienza geografica dell'artista che l'aveva prodotta. Per inciso, il fatto che l'opera fosse "molto messicana" non era stato detto con un'accezione negativa, né con una positiva. Qualche settimana dopo,. la stessa ragazza presenta in classe un lavoro con un'identità molto diversa, spiegandoci che l'opera è frutto di una ricerca riguardo ai materiali utilizzati dagli artisti che lavorano con le 10 maggiori gallerie messicane, più quelli che lavoravano con le 10 maggiori gallerie italiane. Aveva notato che in Messico gli artisti usano materiali poveri come carbone e legno, c'è un forte richiamo al sangue e al corpo; mentre gli Italiani per esempio usano moltissimo l'oro. Una volta determinata questa cosa, si era imposta di lavorare con materiali diversi da quelli tipicamente usati dai messicani, ma di mantenere le tematiche che le stavano a cuore. Questo ha creato un effetto molto meno scontato e le ha permesso di sperimentare il limite del proprio linguaggio.

Gli artisti di Cuba, tatuare la storia sono ovviamente segnati da quello che è stato il clima politico e sociale del paese e questo determina il filone della mostra, ma d'altra parte questo non mi ha permesso di sentirmi più vicina alla storia o all'essenza dell'isola, perché in qualche modo mi sentivo poco stimolata dal linguaggio utilizzato da tutti loro. Naturalmente ci sono state delle eccezioni di nome Wilfredo Prieto e Félix González-Torres.

La mostra rimarrà aperta fino al 12 settembre 2016.

0 commenti. Aggiungi il tuo!

By Giulia Ratti / Arte

Effettua il login per lasciare un commento!