Viaggio in India #1: lo stato della mente

L'India è il VIAGGIO, è immergersi in colori, culture, razze diverse arricchendosi di emozioni che rimarrano per sempre. Passato e presente convivono, tra spiritualità e pacifismo. E la religione, coinvolge ogni aspetto della società.

L'India è il VIAGGIO, è immergersi in colori, culture, razze diverse arricchendosi di emozioni che rimarrano per sempre. Passato e presente convivono, tra spiritualità e pacifismo. E la religione, coinvolge ogni aspetto della società.

Esentati dal rinomato Triangolo d'oro voliamo a nord nel Ladhack (piccolo Tibet), fatto di templi buddhisti, cime innevate e bandierine colorate. I primi giorni abbiamo un fiatone da elefanti, per via dell'altitudine. Ci sistemiamo in una guest house di un simpatico signore ladhaki che quando dobbiamo fare una doccia, scalda dell'acqua in un secchio e ce la porta. Camminiamo per Leh scorgendo diversi spaccati della convivenza tra musulmani e buddhisti. La moschea si accosta ai monasteri ed a ogni ora ognuno si concede alle proprie credenze. Allegre vecchine camminano col giropreghiere che rotea interminabilmente. Gli animali hanno un pelo folto per le temperature rigide. Noleggiamo una Royal Enfield, eredità del colonialismo inglese che ci porta in giro paesaggi lunari. Andiamo per monasteri, ci sediamo con i monaci a conversare. I loro canti benedicono le nostre anime. Con un gruppo di israeliani ci attrezziamo per raggiungere Pagong Lake, ai confini col Tibet. Ci armiamo di fornelletto, tende e l'occorrente per campeggiare in un luogo sperduto. Attraversiamo vallate e strade sterrate a strapiombo sulle montagne. Tra un passo e l'altro, mandrie di yak. Arriviamo a Pagong Lake di sera. Un gruppo di militari indiani accampato ci offre riso e chai. Montiamo la tenda al buio e la mattina il paesaggio ci illumina. Il lago è di un blu intenso che ogni ora cambia faccia. Rientrati a Leh, partiamo per la tappa successiva. MIME Club: intensamente motivati -->

Templi India Articolo

Facciamo tappa a Dharamsala, all'inizio delle pendici himalayane, dove si trova Mc Leod Gangj, sede del governo tibetano in esilio. Oltre al grande valore spirituale, la maggiore attrattiva è la presenza del governo tibetano in esilio e del XIV Dalai Lama, che ha reso la città un rinomato centro di studio del buddhismo e della cultura tibetana, oltre che un polo che accoglie numerosi viaggiatori intenzionati a lavorare da volontari in progetti di sostegno per la folta comunità di rifugiati.

A Rishikesh, piccola città sul sacro Gange e luogo perfetto per chi desidera dedicarsi allo spirito e alla meditazione, ci sistemiamo nella parte meno turistica di Ram Jula in un Ashram per praticare yoga e assistere alle letture dello Swami. Un ponte collega alla parte piu' turistica di Laxman Jula. Qui ci sono negozietti frichettoni, guest houses più affollate e ristorantini molto buoni. Intavoliamo conversazioni coi Baba e altri locali. Per gli indiani non è consuetudine ringraziare, non per maleducazione ma per ricaduta karmica.

Così riempiti, migriamo verso altri lidi a continuare la riscoperta di noi stessi.

 

0 commenti. Aggiungi il tuo!

By Sonia Minniti / Viaggi

Effettua il login per lasciare un commento!