In vacanza con un neonato                                                                  

Partire o non partire con un neonato? E se sì, meglio mare o montagna? In auto o in treno? Sono solo alcuni dei dilemmi che assillano le neomamme davanti alla prospettiva di andare in vacanza.

Partire o non partire con un neonato? E se sì, meglio mare o montagna? In auto o in treno? Sono solo alcuni dei dilemmi che assillano le neomamme davanti alla prospettiva di andare in vacanza.


2015-08-20-neonato-87367886-aSe partire con un bambino piccolo è già un impresa, con un neonato può diventare un'odissea e la paura più grande è che al nuovo arrivato possa fare male. Così, alla fine si desiste e addio villeggiature relax, almeno per il primo anno. Per gli esperti però non è necessario rinunciare alla vacanza se non si è proprio a una o due settimane dal parto. In questo caso, infatti, il bambino non avrebbe fatto ancora in tempo ad adattarsi agli stimoli di quello che sarà il suo ambiente e scombussolarlo con lo stress di un nuovo cambiamento non è consigliabile. Per il resto non ci sono controindicazioni assolute a partire con un neonato. Tanto più che col caldo afoso anche le città non sono esattamente l'ambiente più facile da vivere con un neonato. L'importante è organizzarsi e prendere tutte le precauzioni necessarie avendo ben chiaro in testa che tutto, dalla scelta della destinazione, al tipo di vacanza al viaggio di andata e ritorno, dovrà essere a misura di neonato.

Mare o montagna?
L'ideale sarebbe, in realtà, la campagna o comunque la montagna a bassa quota. Il mare, data la quantità e qualità di stimoli che offre in agosto, può risultare, infatti, molto stressante per un neonato. Tuttavia, molto dipende dal tipo di vacanza e da come i genitori intendono viverla. Un neonato ovunque vada ha bisogno di molta tranquillità per dormire e per prendere confidenza con gli stimoli del mondo un poco alla volta. Inoltre, non deve mai essere esposto ai raggi diretti del sole nemmeno con la protezione delle creme solari, le quali, per altro, non sono quasi mai adatte a bambini così piccoli. Può quindi essere portato in spiaggia solo la mattina o nel tardo pomeriggio per il tempo necessario a un breve bagno che gli dia modo di mantenere quella confidenza naturale con l'acqua affinata nella vita intrauterina oppure verso sera per una passeggiata. Ma se si riesce a resistere ai ritmi frenetici del divertimento a qualunque ora del giorno e della notte e si può rinunciare all'idea di tornare al lavoro sfoggiando un'abbronzatura caraibica, anche il mare può andar bene.
Inoltre, campagna e montagna sono ambienti meno affollati, con aria buona, clima più fresco e in generale più tranquilli. Tuttavia, l'eccessiva pressione delle alte quote è mal tollerata dai neonati mentre l'intensità della radiazione solare è subdola in quanto può raggiunge livelli elevati anche a temperature tollerabili o decisamente gradevoli, col rischio che si trascuri di prendere le precauzioni necessarie. È quindi bene mantenersi sotto i 2000 metri e salire in modo graduale, sostando qualche giorno a quote intermedie, se necessario. Senza dimenticare di far indossare al bambino un cappellino in tessuto anti-UV a tesa larga e circolare che copra testa, naso, orecchie e collo e indumenti leggeri, di colore chiaro, in fibra naturale, cotone o cotone-poliestere al fine di evitare scottature e fastidiose dermatiti.

Albergo, villaggio o fai da te?
I ritmi di un neonato impongono alla famiglia di organizzarsi il più possibile in modo autonomo in ogni circostanza. I viaggi organizzati, a gruppi o con itinerari prestabiliti e continui spostamenti non sono quindi adatti. Servono, inoltre, molti accessori e spazio per contenerli. La cosa migliore sarebbe quindi trascorrere le vacanze in una casa privata, di proprietà o in affitto, in cui portare tutte le cose che possono servire. Oggi però molte strutture ricettive sono in grado di accogliere famiglie con neonato quasi come se fossero a casa loro, con spazi nursery, uso di piccole cucine comuni, culle, fasciatoio e frigorifero in camera e simili. Tuttavia, si tratta di servizi a richiesta non sempre garantiti e che possono comportare costi aggiuntivi non indifferenti. Chiedete sempre informazioni prima della prenotazione per non avere sorprese e sapere cosa portare da casa.

Auto, treno o aereo?
Il mezzo più comodo per chi viaggia con un neonato è senza dubbio la macchina perché consente di portare con sé molte più cose e garantisce la più ampia libertà di itinerari e soste. A patto però di viaggiare al mattino presto o nel tardo pomeriggio, posizionando il neonato nell'ovetto o nella navicella a norma di legge. Per i tragitti più lunghi conviene prendere in considerazione il treno: non permette di fermarsi quando si vuole, ma è abbastanza comodo da consentire le cure essenziali del bambino e arriva in fretta a destinazione.
L'aereo sarebbe invece da sconsigliare se non strettamente necessario. È un mezzo di trasporto che sottopone il neonato a stress eccessivi a causa degli sbalzi di temperatura, di luci e rumori. Quando non ci sono alternative, il consiglio è di stimolare la suzione del piccolo, riducendo la possibilità che la chiusura della comunicazione tra faringe e orecchio medio crei dolore, in particolare durante il decollo e l'atterraggio.

Mai senza l'ok del pediatra
Qualunque sia la vostra idea di viaggio o vacanza conviene parlarne prima col pediatra di fiducia al fine di ricevere tutte le informazioni e i chiarimenti del caso e per far fare al piccolo un bel check up.
E una volta arrivati a destinazione... la questione più "pungente": come proteggere un neonato dai tanti insetti che affollano le nostre estati a casa e in villeggiatura? Semplicemente tenendolo alla larga dalle zone in cui ve ne sono in eccesso e dotando di zanzariere almeno la sua culla se non ci è possibile farlo con porte e finestre. Fornelletti, spray ambientali e prodotti repellenti da mettere direttamente sulla cute andrebbero invece evitati con un neonato.

 

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By Emanuela Zerbinatti / Fitness&Benessere

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