Cosa possiamo imparare dal rugby!

In Italia non c'è alcun dubbio: lo sport più popolare in assoluto è il calcio, oggi come in passato. Esistono però altre discipline sportive che si stanno facendo strada, non solo per il loro potenziale commerciale e di intrattenimento, ma anche per i valori che riescono a veicolare. Tra queste c'è sicuramente il rugby.

In Italia non c'è alcun dubbio: lo sport più popolare in assoluto è il calcio, oggi come in passato. Esistono però altre discipline sportive che si stanno facendo strada, non solo per il loro potenziale commerciale e di intrattenimento, ma anche per i valori che riescono a veicolare. Tra queste c'è sicuramente il rugby.

2015-12-15-rugby-aQuando si parla di rugby, risulta difficile associarlo a valori come fair play, cordiale sportività e rispetto per l'avversario. Istintivamente, lo si associa a giganti dall'estrema rudezza, assetati di placcaggi irruenti e combattività paragonabile a quella di guerrieri vichinghi. Eppure, dietro questa apparente furia agonistica, i giocatori di rugby riescono (quasi) sempre a comportarsi in modo corretto, tra loro, con gli avversari, con il pubblico e soprattutto nei confronti del direttore di gara.
Confrontato con altre discipline di squadra, dove l'individualità gioca un ruolo a volte determinante (come il calcio, ma anche il basket) nel rugby è il collettivo che definisce l'andamento della partita.Mime Club: per un benessere collettivo-->

Le regole di questo sport sono molto particolari e impongono il rispetto di principi che non possono essere travalicati dall'estrosità degli outsider di turno.
Tutti i giocatori devono concentrarsi sulla squadra, consapevoli della regola secondo la quale "il tutto è più della somma delle parti". Inoltre, i rugbisti sono tenuti a dimostrare in campo un comportamento corretto: placcaggi impropri, come quelli all'altezza del collo, verranno puniti dall'arbitro con un'immediata espulsione temporanea.
Chi è abituato alle bizzarrie degli eroi calcistici, che amano esprimersi in modo colorito nei confronti di avversari e arbitro, rimarrà stupito nell'osservare la docilità con la quale questi giganti accettano le decisioni arbitrali. Questo è anche giustificato dall'uso costante della "slow motion" da parte di un comitato di valutazione, sempre a contatto con l'arbitro, almeno negli eventi internazionali.
Tale approccio tipicamente anglosassone (il rugby ha infatti le sue radici in Inghilterra) sembra contagiare anche il pubblico sugli spalti, che oltre a tifare e divertirsi, tende a rispettare la squadra e i supporters avversari: quando un giocatore si appresta a calciare tra i pali, nello stadio regna un rigoroso silenzio, al fine di rispettare la ricerca di concentrazione da parte del tiratore. E dopo aver messo a segno i punti, questo non si lascerà andare in festeggiamenti smodati ed irriverenti, ma tornerà disciplinatamente verso la sua metà campo. A fine gara, i membri delle squadre usano complimentarsi a vicenda, per poi recarsi tutti insieme a celebrare questo magnifico sport con il famoso "terzo tempo", dove tra boccali di birra a pacche sulle spalle, ci si dimentica della ruvidità delle mischie nel campo fangoso e si stringono duraturi rapporti di amicizia. Ebbene sì, c'è molto da imparare da questo sport!

 

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By Mauro Carta / Fitness&Benessere

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