Running con il cardiofrequenzimetro

Molti runner amano correre con il cardiofrequenzimetro. Scopriamo come integrare al meglio questo strumento nella nostra attività periodica: a cosa serve, come usare i dati e come utilizzarlo per migliorare le nostre performance.

Molti runner amano correre con il cardiofrequenzimetro. Scopriamo come integrare al meglio questo strumento nella nostra attività periodica: a cosa serve, come usare i dati e come utilizzarlo per migliorare le nostre performance.

 

2016-1-19-cardio-aIl cardiofrequenzimetro, chiamato anche Heart Rate Monitor o HRM in inglese, è uno strumento che permette di ottenere una vasta gamma di informazioni durante la prestazione sportiva: tra queste, calcola le pulsazioni cardiache al minuto, a volte integrando l'informazione con le calorie consumate. Mime Club: fissa grandi traguardi, raggiungi il successo-->
I modelli più classici comprendono una fascia toracica munita di un piccolo apparecchio in grado di monitorare le pulsazioni del cuore, trasmettendo il segnale ad un orologio da polso. Il costo di queste versioni è generalmente accessibile a tutti e si aggira sui 30 euro. Più costosi sono invece i modelli avanzati, il cui prezzo può superare i 100 euro arrivando fino ai 200. Questi presentano una tecnologia sofisticata che, grazie a dei sensori integrati all'interno dell'orologio, permette di fare a meno della fascia da applicare al torso. Inoltre, questi piccoli dispositivi possono includere il GPS per calcolare la distanza percorsa e ampio spazio per il download delle canzoni preferite da ascoltare durante l'attività fisica, il tutto visualizzato in un display chiaro ed intuitivo.
Tenere sotto osservazione la frequenza cardiaca nel corso della sessione di corsa può essere utile per dosare le energie e tenere un ritmo costante. Inoltre, un cardofrequenzimetro potrebbe rivelarsi utile per allenarsi e migliorare la prestazione nelle lunghe distanze, effettuando esercizi finalizzati ad irrobustire il cuore, la resistenza e la muscolatura.
Alla base delle funzioni fornite da un HRM vi è il concetto di frequenza cardiaca massima, che secondo una formula tra le più utilizzate si ottiene sottraendo l'età del corridore al valore di 220: se un runner ha 40 anni, secondo questa formula la sua frequenza massima sarà di 180 bpm (battiti per minuto). Si può dunque settare l'apparecchio in modo che visualizzi, sia in percentuale che in modalità normale, la frequenza dei battiti del cuore durante la corsa, evidenziando quando si supera il 100% (segnale di un'andatura che difficilmente potrà essere sostenuta a lungo). Una frequenza tra il 70% e l'80% è ottimale per una sessione lunga, anche superiore ai 60 minuti, mentre spostarsi verso il 90% comporta di solito una combustione energetica che potrà essere sopportata per un massimo di 5 o 10 km.
Allenandosi costantemente con degli appositi esercizi sulla soglia anaerobica, si potrà notare grazie al cardiofrequenzimetro che si sarà in grado di correre più velocemente e più a lungo riducendo i battiti cardiaci al minuto e limitando il consumo energetico.

 

0 commenti. Aggiungi il tuo!

By Mauro Carta / Fitness&Benessere

Effettua il login per lasciare un commento!