I luoghi comuni sul running

Non si capisce bene il motivo, ma alcune persone non vedono di buon occhio chi si dedica alla corsa. Proponiamo qui di seguito un elenco di pregiudizi sul running e lo jogging, messi in circolazione da chi intende scoraggiare i corridori ad allacciare le scarpe e mettersi in moto.

Non si capisce bene il motivo, ma alcune persone non vedono di buon occhio chi si dedica alla corsa. Proponiamo qui di seguito un elenco di pregiudizi sul running e lo jogging, messi in circolazione da chi intende scoraggiare i corridori ad allacciare le scarpe e mettersi in moto.

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La corsa è noiosa

 

Chi sostiene che correre non sia divertente probabilmente non conosce le magnifiche sensazioni che si provano correndo lungo un litorale sabbioso, in un percorso naturale al tramonto o in una città deserta all'alba. Senza parlare delle emozioni di una maratona, di una corsa non competitiva cittadina o di un evento di atletica in uno stadio. Ultimo ma non meno importante, il runner high, una scarica naturale di endorfine in grado di gratificare qualsiasi sforzo. MIME Club: per una vita più gratificante -->

Correre lentamente non serve a niente

Falso. Chi intende dimagrire con la corsa, deve sapere che in questo caso il fattore principale non è tanto la velocità, quanto la durata della prestazione complessiva. Correndo 5 chilometri in 30 minuti si bruceranno più calorie che percorrendo la stessa distanza in 15 minuti. Chi non è quindi interessato alla prestazione cronometrica, potrà beneficiare dei vantaggi della corsa programmando almeno tre uscite settimanali della durata di 45 minuti ciascuna. Il risultato sarà visibile già dopo pochi mesi.

Correre ad una certa età è pericoloso

Iniziare a correre per lunghe distanze senza alcuna preparazione può essere pericoloso a qualunque età: i tendini non saranno abituati allo sforzo, andando incontro ad infortuni; l'apparato respiratorio sarà sottoposto a stress; i muscoli e le ossa non saranno sufficientemente tonici e resistenti per ripetere la prestazione con continuità. É quindi il livello di allenamento, e non il semplice dato anagrafico, a definire la potenziale pericolosità di una prestazione podistica. Ovviamente una persona di 80 anni non potrà pretendere di correre come un ventenne; tuttavia, se ben allenato, potrà coprire a ritmo moderato delle distanze di tutto rispetto.

Correndo troppo (o troppo velocemente) si rischia l'infarto

Questa è forse la credenza più diffusa nel contesto del running, probabilmente per via di allarmanti notizie di cronaca circa la morte improvvisa di appassionati corridori durante la corsa. Premettendo che questi episodi andrebbero analizzati caso per caso, va detto che l'infarto, al pari di altre patologie cardiache, è piuttosto causato da stili di vita scorretti, diete basate eccessivamente su grassi e proteine ed altri alimenti dall'effetto infiammatorio, stress, fumo ed ipertensione. Una persona che si sia accertata delle sue condizioni cardiache con una visita specialistica e che si dedichi alla corsa con prestazioni intense, compatibili al suo livello di allenamento e alla sua età, molto difficilmente andrà incontro ad un infarto mentre corre.

La corsa non è adatta alle donne

Correre fa bene a uomini e donne, indipendentemente dal genere, ed è per questo che la pratica di questa disciplina sportiva dovrebbe essere promossa andando al di là di pregiudizi e stereotipi. Alcune ricerche antropologiche hanno dimostrato che le donne, sebbene non siano veloci come gli uomini nelle brevi distanze, possiedono la stessa capacità di resistenza nei lunghi percorsi: questo probabilmente va attribuito al fatto che nei secoli passati, durante i flussi migratori, le madri percorrevano centinaia di chilometri sopportando per lunghissimi tragitti il peso dei figli piccoli, che trasportavano nelle loro braccia o nella schiena.

 

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By Mauro Carta / Fitness&Benessere

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