Sport professionistico: è possibile farlo part-time?

Dietro lo sport professionistico ci sono sacrifici, ore di intenso allenamento e poco tempo a disposizione per altre attività. É possibile raggiungere alti livelli competitivi dedicandosi solo part-time al lavoro dell'atleta?

Dietro lo sport professionistico ci sono sacrifici, ore di intenso allenamento e poco tempo a disposizione per altre attività. É possibile raggiungere alti livelli competitivi dedicandosi solo part-time al lavoro dell'atleta?

2016-09-06-sportprofessionistico-a

Recentemente hanno fatto scalpore le prestazioni della rappresentativa nazionale di calcio dell'Islanda, che ai campionati europei in Francia (prima partecipazione dell'isola a questa competizione) è inaspettatamente giunta fino ai quarti di finale, superando compagini maggiormente accreditati, come l'Austria o l'Inghilterra. A rendere ancora più clamoroso questo risultato ha contribuito il fatto che non tutti i calciatori della squadra sono professionisti: ad esempio, il portiere titolare Hannes Halldorsson si divide tra i campi da gioco ed il set cinematografico (è un regista), ed anche l'allenatore è un dentista part-time. Nel contesto sportivo è possibile trovare altri atleti che hanno raggiunto altissimi livelli pur continuando a lavorare e quindi allenandosi e gareggiando nel tempo libero. É il caso di Ruggero Pertile, il maratoneta italiano giunto quarto all'età di 41 anni ai campionati mondiali di atletica di Pechino, che per molti anni ha lavorato come banconista in un supermercato del Veneto. MIME Club: aggregati -->

Si tratta di eccezioni o è veramente possibile eccellere nello sport anche quando non lo si affronta allenandosi a tempo pieno?
La maggior parte delle discipline sportive di squadra si è evoluta a tal punto da richiedere un impegno costante da parte degli atleti delle serie superiori, per via delle trasferte, delle sedute di allenamento dalla durata di diverse ore giornaliere e dalle competizioni distribuite anche 2 o 3 volte nell'arco della settimana. Ovviamente questo dipende dalla rilevanza dello sport, che cambia a seconda dell'area geografica: in Canada, una calciatrice può arrivare a guadagnare 50 mila euro all'anno lavorando come professionista, mentre in Italia un giocatore di calcio a cinque può guadagnare qualche centinaio di euro, ed è quindi costretto a svolgere un'altra attività parallela.

Esistono tuttavia diversi casi di campioni olimpionici non professionisti (in effetti ai giochi olimpici dovrebbero partecipare solo atleti amatoriali, ma questa è un'altra storia...) che sono riusciti ad aggiudicarsi medaglie pur non guadagnando un salario dall'attività sportiva e continuando a lavorare durante gli allenamenti. Tuttavia, per essere in grado di rimanere ai livelli più alti, occorre dedicare allo sport abnegazione, disciplina e soprattutto tempo: quando non è impegnato in gare ufficiali, il campione di tennis Novak Djokovic si allena dalle 4 alle 6 ore al giorno; LeBron James, uno dei più forti cestisti in circolazione, si sveglia ogni giorno alle 5:45 e segue un preciso piano di training lungo tutta la giornata intervallato da 6 pasti "light"; ed anche Cristiano Ronaldo è diventato una stella rimanendo sul campo a faticare quando i compagni terminavano la seduta di allenamento.

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By Mauro Carta / Fitness&Benessere

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