Il fascino della maratona

È una delle discipline più dolorose, appassionanti e dure tra gli sport olimpici, nonché una delle più antiche ed affascinanti: stiamo parlando della maratona, la corsa di 42 chilometri e 195 metri che tradizionalmente conclude il programma di atletica leggera dei giochi olimpici.

È una delle discipline più dolorose, appassionanti e dure tra gli sport olimpici, nonché una delle più antiche ed affascinanti: stiamo parlando della maratona, la corsa di 42 chilometri e 195 metri che tradizionalmente conclude il programma di atletica leggera dei giochi olimpici.

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Sono numerose le versioni della leggenda che ha come protagonista il celebre emerodromo (ossia un portatore di messaggi) che nel 490 a.C. avrebbe percorso la distanza tra la città di Maratona e Atene per annunciare la vittoria degli ateniesi sui persiani. Secondo le ricostruzioni ora più comunemente accettate, il nome del messaggero sarebbe stato Filippide ed il tragitto effettuato equivarrebbe a 42 chilometri e 195 metri, la distanza adottata ufficialmente nelle gare olimpiche di maratona. Tuttavia, nella prima edizione dei giochi olimpici, organizzati proprio ad Atene nel 1896, i chilometri del tragitto podistico furono 40, pari alla distanza tra il ponte di Maratona e lo stadio ateniese di Panathinaiko (la lunghezza in vigore attualmente è stata introdotta nelle gare ufficiali dal 1921). MIME Club: iscriviti -->

La disciplina della maratona, per la sua durata e la sua durezza (gli "elite runner" coprono di solito 160 km a settimana per prepararsi a questa gara), è spesso associata a curiosi aneddoti, specie in ambito olimpico, e leggendo gli annali di questa competizione non è raro imbattersi in inusuali personaggi ed eventi al limite dell'incredibile. Ad esempio, la prima medaglia d'oro olimpica, Spiridon Louis, ha tagliato il traguardo ateniese dopo essersi concesso una sosta in un'osteria lungo il percorso per sorseggiare un bicchiere di vino. Più drammatici gli esiti dei giochi di Stoccolma nel 1912, quando il portoghese Francisco Lazaro morì per disidratazione durante la corsa. É passata alla storia la prestazione dell'etiope Abebe Bikila, che in occasione delle olimpiadi di Roma del 1960 ha trionfato attraversando l'arco di Costantino dopo una gara disputata a piedi nudi. In tempi più moderni, va ricordato lo strano episodio occorso al maratoneta brasiliano Vanderlei de Lima ai giochi di Atene del 2004: giunto al 35° chilometro e con un buon vantaggio sugli inseguitori, fu aggredito in strada dal teologo irlandese a Cornelius Horan, già noto per simili episodi di invasione di competizioni sportive, che gli fece così perdere la medaglia d'oro.

Per quanto riguarda le migliori prestazioni cronometriche, il record del mondo è attualmente detenuto dal keniota Dennis Kipruto Kimetto, che in occasione della maratona di Berlino del 2014 ha fatto registrare un tempo di 2 ore, 2 minuti e 57 secondi. Il record olimpico appartiene a Samuel Wanjiru, anche lui nato in Kenya, che alle olimpiadi di Pechino del 2008 ha fermato il cronometro al tempo di 2:06:32. Per quanto riguarda la maratona femminile, che è stata inserita nel programma dei giochi olimpici dal 1984, il miglior tempo mondiale è quello della britannica Paula Radcliffe (Londra 2003, 2:15:25), mentre l'etiope Tiki Gelana detiene il record olimpico, ottenuto alle olimpiadi londinesi del 2014 (2:23:07).

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By Mauro Carta / Fitness&Benessere

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